Casal Bruciato si mobilita per anziana sfrattata

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“Sfratto bloccato”. Parola della sindaca di Roma, Virginia Raggi, che dopo aver saputo che da questa mattina presto si erano riaccesi i riflettori su Casal Bruciato, si è recata nel quartiere della periferia Est della Capitale. Lì risiede Maria Pia: occupa dal 1974 una casa popolare dalla quale ha rischiato di essere sfrattata. La sindaca, secondo quanto fanno sapere dal Campidoglio, si è sincerata delle condizioni di salute della signora e successivamente, dopo aver assunto informazioni dall’Ater, le ha annunciato che il procedimento di sfratto era stato già bloccato.

Casal Bruciato di nuovo teatro di proteste, polizia e telecamere, ancora una volta per questioni abitative. Una settimana fa in pieno subbuglio, con l’appoggio di diversi militanti di Casapound, per l’assegnazione da parte del comune di Roma di un alloggio popolare alla famiglia Omerovic, di etnia rom. Stavolta per una ultrasettantenne italiana, la signora Maria Pia, legittima assegnataria dell’appartamento al 27 di via di Casal Bruciato, che questa mattina alle 8 avrebbe dovuto lasciare l’abitazione per un ordine di sfratto a causa di un debito pregresso.

 

Mi sfrattano perché non ho tutti i soldi che mi chiedono

“Io tutti i soldi che mi chiedono non li ho. Io ho paura, non ci voglio finire in mezzo a una strada”. Maria Pia ha 72 anni e le ultime forze sufficienti per impuntarsi e non lasciare l’appartamento dal quale stamattina avrebbero dovuto sfrattarla per morosità.
“Abito qui da 45 anni, dal ’74, non saprei dove andare ma voglio restare qui, a malapena mi reggo in piedi. Dove vado. Ho paura – ripete Maria Pia – adesso dove mi mandano?” 
Chiusa nella casa al quinto piano, l’anziana non risponde nemmeno più al citofono per paura che la polizia, ancora in strada con una camionetta del Reparto Mobile, salga a prenderla. L’appartamento nel quale ha cresciuto i suoi due figli, entrambi sposati, è alle spalle di quello di via Satta 20 dove è andata a vivere tra contestazioni e insulti la famiglia rom con 12 figli. 

Sulla vicenda è intervenuta l’associazione inquilini e abitanti ‘Asia Usb’ e sembra che “al momento lo sgombero sia stato rimandato”, come ha spiegato il suo responsabile Giacomo Gresta,  presente sul posto con un presidio. La richiesta del sindacato, che ha studiato per la signora – vedova e sola – un piano di rientro dal debito, è però di “annullare definitivamente lo sfratto perché è legittima assegnataria dell’abitazione e la sua morosità è dovuta a uno stato di disagio. Piuttosto, ha bisogno di aiuto, di assistenza dal Comune per pagare”.

Intanto gli abitanti di Casal Bruciato, insieme ad Asia Usb, si stanno organizzando per soccorrere Maria Pia e non lasciarla sola. 

 

Un caso precedente a Casal Bruciato

Una donna dello stesso quartiere, sfrattata anche lei tempo addietro ed oggi presente in segno di solidarietà con l’anziana, tiene a far conoscere la sua triste esperienza: “Mi hanno buttata in mezzo a una strada, sola e senza un posto dove andare. Mi è stata promessa una casa dall’assessore Rosalba Castiglione e ad oggi, dopo 60 anni di lavoro (ho iniziato a 8 anni quando sono rimasta orfana), mi ritrovo a elemosinare posti letto a casa di amici”. Si chiama Annamaria Di Pisa, 69 anni il prossimo 4 giugno. Anche lei è  italiana.

“Quando sono andata via da Milano, dove per 20 anni ho lavorato come cuoca, sono andata ad abitare insieme a mia suocera disabile in un appartamento in viale della Venezia Giulia 141, a Casal Bertone – racconta ancora Anna Maria -. Quando è morta, mi hanno mandato la lettera di sfratto e a settembre del 2018 sono arrivati in 50 tra poliziotti e carabinieri per portarmi via”.  E ricorda ancora con la rassegnazione negli occhi: “Erano le 7,30 del mattino non ho aperto e ho chiamato aiuto. I ragazzi di Asia, corsi a scongiurare lo sgombero, hanno provato a impedire l’ingresso nel palazzo delle forze dell’ordine, 4 sono stati arrestati. Mi hanno convinta a uscire con l’inganno, dicendomi che avrei potuto fare ricorso, intanto mi hanno portato in una casa d’accoglienza dove eravamo in 6 in una camera. Mi sono incatenata in Campidoglio, la Castiglione mi ha promesso che mi avrebbe sistemata, avendo passato i 65 anni, ma non posso fare domanda per una casa perché sfrattata. Ora vivo con un’amica, con 429 euro di pensione dopo una vita intera a lavorare”.

E’ sempre più urgente porre mano ai criteri di assegnazione degli alloggi popolari come anche ai criteri da rispettare per avere accesso alla graduatoria nella quale non può entrare chi abbia avuto uno sfratto negli ultimi cinque anni. Come sappiamo, le persone in stato di indigenza sono sempre più numerose e non possiamo immaginare che per sopravvivere si debbano adattare ad un cartone per letto e qualche coperta donata sotto la quale ripararsi.

 

A.B.

 

 

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