In libertà il rom della strage a Boccea

Viene rimesso in libertà Samuel, il ragazzo rom 19enne accusato di concorso in omicidio volontario fermato in relazione all’incidente avvenuto a Boccea il 27 maggio scorso in cui ha perso la vita una donna ed altre otto persone sono rimaste ferite. L’avvocato del 19enne, Carola Gugliotta, ha spiegato che il gip “ha ritenuto che non sussistano a carico del solo Samuel gli elementi di colpevolezza”. Decisiva è stata la circostanza che il giovane si trovava nel sedile passeggero e non alla guida dell’auto. Il 19enne potrebbe quindi uscire a breve dal carcere di Regina Coeli.

«Spero non li rilascino altrimenti lo rifaranno. Per loro la seconda volta sarebbe solo un gioco», aveva così commentato la notizia dell’arresto dei due giovani fratelli, avvenuto all’alba di lunedì, dopo una latitanza di cinque giorni, la cognata di Corazon Abordo Perez, la donna filippina investita e uccisa dall’auto pirata. «Non devono permettergli di rifarlo», aveva aggiunto.

Ieri pomeriggio, a distanza di una settimana esatta da quel mercoledì risultato fatale alla filippina che lavorava come domestica part time per seguire le sue figlie di 14 e 13 anni, investita dalla Lancia Lybra guidata, sembra, dal fratello minorenne del rom scarcerato oggi su istanza del gip, a Boccea davanti alla stazione della metro Battistini, punto dell’incidente, era convocato un sit-in di comitati di quartiere guidato da CasaPound, l’organizzazione di estrema destra di via Napoleone III. L’iniziativa aveva provocato la reazione dei movimenti antirazzisti e dei centri sociali che hanno risposto con una contro-manifestazione non autorizzata che è stata però caricata. Di qui l’intervento della polizia in tenuta antisommossa.

 

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