Incendio doloso con morti e feriti a Mirandola: arrestato nordafricano

rogo doloso nella sede municipale di mirandola

Due morti, 3 feriti gravi e 16 intossicati. E’ il bilancio dell’incendio appiccato in piena notte all’interno dei locali della sede della Polizia Municipale dell’Area Nord, in via Roma 6 a Mirandola. Il rogo ha sprigionato molto fumo che in breve tempo ha invaso i piani superiori dell’edificio, dove risiedono diverse famiglie.

Il bilancio dell’azione dolosa messa in atto, sembra, da un giovane straniero, di origini nordafricane, rintracciato quasi subito ed ora ora in stato di fermo,  è drammatico: due persone sono decedute, tre sono state ricoverate in grave condizioni e ben 16 hanno riportato lievi intossicazioni a causa del fumo. A perdere la vita sono state un’anziana e la badante straniera che la accudiva, mentre i feriti più gravi sono stati trasportati al Centro Grandi Ustioni di Parma.

Dopo una rapida indagine è stato appurato che l’incendio è stato causato intenzionalmente, parrebbe attraverso lo sversamento di benzina all’interno dei locali del piano terra. Il ragazzo è stato trovato a pochi metri dalla sede di via Roma con un accendino e un berretto della polizia municipale che avrebbe rubato nella sede dei vigili urbani, dove si sarebbe introdotto proprio per commettere un furto. I militari lo hanno arrestato in flagranza e al momento è accusato di furto e danneggiamento a seguito di incendio procurato accatastando della carta prima di scappare. Ma dietro al gesto del giovane non si esclude, come possibile movente, una vendetta o ritorsione contro i vigili urbani.

Il commento del ministro dell’Interno 

”Altro che aprire i porti, come vuole la sinistra, io lavoro per fermare e mandare tutti a casa questi delinquenti. E se minorenne non mi interessa, deve pagare fino in fondo per la sua bestialità. Azzerare l’immigrazione clandestina, in Italia e in Europa, è un dovere morale: a casa tutti, con la Lega si può!”. Lo dice Matteo Salvini, commentando le notizie sull’incendio di Mirandola 

 

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