cameradeideputati

Camera: sì al fondo da 20 mld per salvare le banche in crisi

Un fondo di 20 miliardi a disposizione dello Stato per salvare le banche in crisi. La Camera approva in via definitiva il decreto legge “salva risparmio” per sostenere gli istituti finanziari in carenza di liquidità o con problemi di ricapitalizzazione.

Il decreto approvato oggi costituisce “un passo avanti per garantire più sicurezza economica a famiglie e imprese”, ha commentato il premier Gentiloni.

Il testo, approvato con 246 sì, 147 no e 22 astenuti, si troverà a fronteggiare in primo luogo la crisi di Monte dei Paschi che a fine dicembre, preso atto del fallito aumento di capitale sul mercato, aveva avviato l’iter della nazionalizzazione. Mps aveva chiesto infatti un sostegno finanziario straordinario e temporaneo per la ricapitalizzazione precauzionale prevista dalla direttiva europea Brrd.

Nel corso del suo iter legislativo, il dl sulle banche ha ovviamente subìto numerose modifiche, ma le principali sono tre: l’introduzione delle cosiddette “liste di debitori anonime“, il tetto facoltativo al compenso dei manager e il piano di educazione finanziaria.

Sulla questione della lista dei principali debitori nei confronti delle banche che chiedono l’intervento dello Stato è prevista una relazione quadrimestrale del ministero dell’Economia al Parlamento contenente i profili di rischio, ma non i nomi, per le situazioni che presentano un ammontare pari o superiore all’1% per cento del patrimonio netto. Lo stesso ministero potrà decidere di stabilire un limite alle retribuzioni dei manager che lavorano negli Istituti “salvati” dall’intervento pubblico.

Novità anche per obbligazionisti subordinati delle quattro banche già poste in risoluzione (Popolare Etruria, Banca delle Marche, CariFerrara e CariChieti). Per ottenere i rimborsi, si avrà tempo fino al 31 maggio e potranno essere sollecitati anche dal coniuge, dal convivente e dai parenti entro il secondo grado.

Portato inoltre da due a tre anni l’arco temporale entro il quale gli aspiranti esperti indipendenti non devono aver avuto rapporti professionali con gli istituti soggetti a ricapitalizzazione pubblica.

P.M.

 

Related News

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Copyrıght 2013 FUEL THEMES. All RIGHTS RESERVED.