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Consip, Renzi: nessun legame umano viene prima della legge

“Ci sono due dimensioni profondamente diverse – spiega – quella del figlio, per cui se vedo mio padre in difficoltà sono preoccupato e sono al suo fianco” ma “sono un uomo delle istituzioni e non entro nelle indagini e non giudico”. “Ovviamente – aggiunge – sono dispiaciuto, non siamo dei robot”.

“Stiamo discutendo su indagini su cui chiedo massima velocità e chiarezza – sottolinea – in cui ci sono cittadini che sono tutti innocenti fino a sentenza. Romeo, l’imprenditore che in questo momento è in carcere, si è fatto due anni fa due mesi di carcere e poi gli hanno detto che era innocente”. Renzi cita la vicenda Tempa Rossa: “Da premier dissi: sto dalla parte dei magistrati. Noi siamo per il rispetto delle leggi ma dopo il referendum non se ne è saputo più niente e l’inchiesta è finita in bolla di sapone”.

“Si vada a sentenza – dice Renzi – Ci sono politici che sperano che le cose cadano nel dimenticatoio. Io chiedo che si vada a sentenza e ricordatevi di queste ore e andiamo a vedere se ci saranno sentenze di condanna… chi è innocente non ha paura della verità”.

“Sono certo dell’innocenza di Lotti e di Del Sette” afferma l’ex premier. Quanto all’esistenza “di un gruppo potere toscano è una cosa – rimarca – che non sta né in cielo né in terra”.

Matteo Renzi, incalzato dalle domande di Vespa, risponde poi su altri argomenti ‘caldi’:

la tenuta del Governo: “C’è il pieno accordo con Gentiloni e siamo tutti impegnati a sostenerlo. Fino al febbraio 2018 il percorso della legislatura è previsto dalle leggi dello Stato”. “”Lo abbiamo detto in tutte le salse, l’importante è che si facciano le cose “.

Segue l’affondo su Emiliano: “A litigare sui vaccini si perde la faccia e la dignità – afferma l’ex premier a proposito delle dichiarazioni di Michele Emiliano sui vaccini – Non giochiamo sulla pelle della gente. Ci sono tanti argomenti su cui discutere ma evitiamo di strumentalizzare la salute per un voto più”.

Sugli scissionisti D’Alema e Bersani  -Matteo Renzi ritiene che “alla base di questa scissione ci siano risentimenti personali, in primis di D’Alema e Bersani, ma io credo che la politica si faccia con il sentimento e non con il risentimento...  Non faccio polemiche contro di loro, gli faccio un in bocca al lupo ma penso che aver tentato per tre mesi di far passare l’idea che il problema della sinistra in Italia fosse Renzi suoni ridicolo per la maggioranza delle persone che vanno alle Feste dell’Unità”.

Riguardo a Bersani, in particolare, “quando si sta in un partito non è che si sta dalla De Filippi, a ‘C’è posta per te’. Se non ci si trova ci sono delle regole e si rispettano. Ha ragione Bersani, non ci siamo mai trovati sul piano personale, ma io sono stato leale quando ho perso le primarie, non sono scappato dal partito”.

Poi il fisco. “Non voglio aumentare le tasse – spiega Renzi – perché sarebbe un errore politico. E’ un errore politico oggi aumentare l’Iva in un momento come quello che stiamo vivendo”. “Io credo – aggiunge – che il governo abbia la possibilità nei propri numeri di non far scattare nessuna clausola di salvaguardia e non far scattare le accise e alzare le tasse. Quando il governo presenterà la manovra, daremo una mano”. Sulla manovra, prosegue, “decide il presidente del Consiglio e il governo. Non pensate che sia possibile litigare con Paolo Gentiloni, non c’è riuscito nemmeno Roberto Giachetti… A lui sono legato da un rapporto di amicizia da anni. Personalmente penso che sarebbe un grave errore aumentare l’Iva da oggi. Se si spreme, spreme, spreme, alla fine ammazzi. Non credo che Gentiloni voglia questo ma tra i tecnici di alcuni ministeri l’aumento dell’Iva è un evergreen”.

Sul taglio del cuneo fiscale “io ho qualche dubbio. Con il governo Prodi non ha funzionato. Io non l’ho fatto. Se il governo vuole farlo, discuteremo”.

Disoccupato? Non scherziamo: “Io disoccupato? Non scherziamo, i disoccupati veri sono persone che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese. Io come arrivare alla fine del mese me lo trovo. Non facciamo battute sui disoccupati, quelli veri” ribatte Renzi a ‘Porta a Porta’. E spiega di aver avviato una serie di iniziative personali: “Non sono a carico di mia moglie. Io ho una serie di iniziative mie: un libro, un professore universitario…”.

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