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Fuoco nel Grande Ghetto: due morti in Puglia

Due persone sono morte stanotte nel rogo del “Gran Ghetto”, la baraccopoli che ospita centinaia di migranti vicino San Severo. Le due vittime non sono state ancora identificate; per ora si ritiene fossero originari del Mali. E non è escluso che l’incendio sia stato appiccato di proposito.

Le fiamme hanno divorato un centinaio di baracche di legno e cartone in una zona di circa cinquemila metri quadrati. Ad alimentarle, oltre al vento forte, anche il contenuto delle bombole di gas usate per alimentare stufe e fornelli. E così, quando sul luogo sono arrivati i soccorsi, la scena era infernale. Per spegnere le fiamme tre squadre di vigili del fuoco hanno dovuto lavorare per ore. La bonifica non è ancora finita, il che ha impedito di recuperare i corpi delle vittime fino a stamattina.

“Al momento non è possibile capire se si tratti di incendio doloso o meno” – spiega un ufficiale dei Vigili del fuoco all’agenzia ANSA – ma “questa è una delle ipotesi che stiamo valutando, perché le fiamme si sono sviluppate in modo violento e improvviso”.

Nel Grande Ghetto abitavano circa 350 migranti che lavorano come braccianti nei campi fra San Severo e Rignano Garganico. Mercoledì la polizia aveva iniziato lo sgomber della baraccopoli, deciso dall’Antimafia di Bari dopo un anno di indagini su infiltrazioni criminali. Ma in molti si sono rifiutati di andarsene.

Ieri pomeriggio, poche ore prima dell’incendio, circa duecento di loro sono andati a protestare davanti alla prefettura di Foggia. Alla fine hanno ottenuto di parlare con il prefetto, il comandante dei carabinieri e un rappresentante della regione Puglia.

“Ci hanno chiesto che cosa vogliamo e noi abbiamo risposto che vogliamo lavorare e dormire nel Ghetto”, ha detto all’ANSA uno di loro, un giovane che per restare anonimo si fa chiamare Alfa. Il prefetto ha messo a loro disposizione due strutture, ma con 110 posti letto in totale, meno della metà del necessario. “Gli abbiamo risposto che questa soluzione non andava bene”, continua Alfa, perché molti sarebbero rimasti senza dimora. “La loro risposta è che al momento i posti a disposizione sono questi, e che comunque entro oggi dobbiamo andare via dal Ghetto per disposizione della Procura della Repubblica”.

F.M.R.

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