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Grecia, oggi il voto sul piano austerità

greek1Giornata cruciale per la Grecia  con il Parlamento di Atene chiamato a votaredefinitivamente oggi a favore del Programma a Medio Termine varato dal governo, in collaborazione con i rappresentanti dei creditori del Paese per evitare il fallimento. Ieri gli scontri tra le forze di polizia e la cittadinanza hanno devastato il centro di Atene. 

Da giorni il paeseè fermo: sono oltre 300 i feriti, decine i fermi. Nuovi scontri ieri hanno devastato Atene dove la polizia ha disperso con gas lacrimogeni una manifestazione, a poche ore dal cruciale voto parlamentare sulle misure di austerità del governo greco. In un clima di forte tensione – esacerbato da uno sciopero generale di 48 ore – proseguirà oggi il dibattito nel Parlamento greco sul programma a medio termine, varato dal governo di comune accordo con la ”troika”, per garantire alla Grecia, oltre alla quinta tranche del prestito concesso un anno fa, un nuovo prestito per il periodo 2011-2015, fino a quando cioe’ il Paese sara’ in grado di uscire di nuovo sui mercati. Gli analisti garantiscono che il voto non riserverà sorprese. Nella prima seduta parlamentare svoltasi due giorni fa, il premier socialista Giorgio Papandreou e il ministro delle Finanze Evangelos Venizelos avevano dedicato gran parte dei loro interventi ai parlamentari del loro partito (Pasok, al governo) nel timore che qualcuno di essi intendesse votare contro il programma, facendo appello al loro spirito di patria. ”Per tutti noi e’ l’ora della responsabilita’ – ha detto Papandreou. – So che il gruppo parlamentare del Pasok fara’ il suo dovere votando per il futuro del Paese e dei nostri figli”. Nea Dimocratia, il principale partito d’opposizione di centro destra, da parte sua, insisteva nel voler votare contro il programma, perche’ – sostiene – ”non si puo’ votare a favore di una politica che sprofonda il Paese nella recessione”.E afferma, d’altra parte, che il governo ”ricatta con problemi che non esistono, perche’ la concessione della quinta tranche del prestito da parte dei creditori non dipende dall’approvazione o meno del Programma discusso in Parlamento”. Il Partito Comunista di Grecia, da parte sua, ha abbandonato l’aula per ripresentarsi oggi per la votazione, mentre Syriza (l’altro partito della sinistra), ha sostenuto che il programma e’ incostituzionale, provocando la dura reazione del ministro delle Finanze. Anche l’esponente di Laos, il piccolo partito di destra, ha detto che il suo partito votera’ contro e ha sostenuto che il governo dovra’ chiedere l’approvazione del programma a 180 parlamentari, cioe’ ai due terzi del Parlamento, ”per poter andare a trattare in Europa con un consenso piu’ ampio”. Intanto anche oggi il Paese e’ stato nuovamente paralizzato da uno sciopero generale di 48 ore, il primo del genere nella storia della Grecia, indetto dai due maggiori sindacati, Adedy e Gsee – che raggruppano rispettivamente i dipendenti del settore pubblico e di quello privato – i quali respingono le rigide misure di austerita’ previste dal programma. Alle manifestazioni svoltesi da stamani nella capitale e in altre citta’ del Paese hanno partecipato decine di migliaia di cittadini. Come da copione, anche ieri gli scontri sono cominciati quando diverse decine di giovani incappucciati e muniti anche di maschere antigas si sono infiltrati in mezzo alla pacifica folla degli ”indignati” e hanno cominciato a provocare i poliziotti scagliando pietre e altri oggetti contro le forze dell’ordine che hanno reagito esplodendo candelotti lacrimogeni. Nel corso degli scontri, secondo la polizia, sono rimaste ferite 27 persone tra cui 21 agenti. Tra i civili, uno e’ stato ferito a coltellate in un diverbio con un altro manifestante.Alla fine, quasi 20 persone erano state fermate e almeno cinque arrestate. Per oggi il movimento pacifico degli ”indignati” – che ha invitato tutti i connazionali a partecipare a una manifestazione di ”risveglio panellenico” – ha in programma di formare una catena umana intorno al Parlamento per impedire ai deputati di entrarvi e andare a votare.

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