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La “Buona scuola” passa l’esame della Camera

La “Buona scuola” passa l’esame della Camera. Con 316 sì, 137 no ed un astenuto, la riforma del sistema scolastico ora attende di essere esaminata al Senato.

La maggioranza del Pd ha espresso voto favorevole, mentre la parte dei dissidenti (guidata da Bersani, Speranza e Cuperlo) non ha partecipato alla seduta. Hanno votato contro, come già annunciato, M5S, Lega e Forza Italia.

“Al mondo della scuola dico: abbiate fiducia di essere protagonisti dell’autonomia”, commenta il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini.

Il testo approvato oggi non è lo stesso del ddl originale e ha dovuto subire una lunga serie di modifiche: “Si conclude una maratona cominciata quasi un anno fa, che è stata, contrariamente a quanto si è voluto dire, anche inusuale per l’ascolto continuo di tutta la società”, continua il ministro Giannini, riferendosi alle proteste di dirigenti scolastici, professori e studenti, scesi più di una volta in piazza per protestare contro la riforma.

Partendo dai punti maggiormente contestati (poteri dei presidi e assunzioni dei precari), vediamo cosa cambierà nel sistema scolastico.

Autonomia dei presidi. I presidi potranno scegliere l’organico del proprio istituto, vagliando le domande presentate dagli stessi professori, con un contratto (rinnovabile) della durata di tre anni. Aspetto che nel ddl originale non era presente: la scelta dei docenti di ruolo dovrà essere approvata dal Consiglio d’Istituto, mentre si specifica che il dirigente scolastico non potrà assumere i propri parenti.

L’articolo 9 afferma infatti che l’incarico al professore è affidato in modo da “valorizzare il curriculum, le esperienze e le competenze professionali”. I curricula dei docenti saranno online sul sito della scuola.

Assunzioni. Confermate le assunzioni di 100mila precari per l’anno 2015, fino a svuotare le graduatorie ad esaurimento. Previsto un concorso per 60mila abilitati per il 2016.

Prof Card e premi ai docenti più meritevoli. A disposizione degli insegnanti sarà disponibile una carta elettronica annuale del valore di 500 euro, per sostenere la propria formazione, con attività decise dal docente stesso o dall’istituto. Ai prof più meritevoli, secondo un comitato composto da dirigenti scolastici e professori, ma anche genitori e studenti, saranno assegnati dei premi in denaro. La cifra stanziata a questo scopo sarà all’incirca di 200 milioni di euro.

Edilizia scolastica e bonus fiscali. L’aggiunta di nuove scuole, contenuta già nel testo originale, si tradurrà nella costruzione di una nuova scuola per ogni regione, con un’attenzione particolare alla sicurezza strutturale. Sempre in materia di sicurezza scolastica, sono stati messi a disposizione 40 milioni per verificare la tenuta dei soffitti.

Sono previste inoltre agevolazioni fiscali per i cittadini che decideranno di fare delle donazioni in denaro alle scuole (credito d’imposta al 65% per il biennio 2015 – 2016). Tale donazioni potranno ovviamente contribuire alla messa in sicurezza degli edifici scolastici.

Non ci sarà, a detta dei sindacati Unicobas, Cobas e Usb, nessun blocco degli scrutini.  Saranno invece  indetti due giorni di sciopero dopo la chiusura delle scuole.

Mentre la contestazione del ddl da parte del mondo della scuola non sembra intenzionata a fermarsi, all’interno delle opposizioni, Roberto Speranza e Gianni Cuperlo hanno già presentato una lettera ai deputati Pd, siglata da 50 deputati di Area riformista, in cui si sottolinea la necessità di apportare in Senato “ulteriori e necessari cambiamenti” al testo.

“Con il voto di oggi non si chiude la battaglia ma continua”, afferma il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.

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