camera2

Legge elettorale alla Camera: è caccia ai franchi tiratori

Il voto finale si terrà martedì ma per la legge elettorale si preannuncia una corsa a ostacoli: la prima giornata alla Camera ha infatti evidenziato tutte le fragilità della coalizione formata da Pd-M5S-Fi e Lega, arrivata compatta allo scrutinio ma che messa alla prova del voto ha dimostrato di avere non poche tensioni al suo interno.

A conti fatti, e al netto dei deputati in missione, alla maggioranza che sostiene la riforma della legge elettorale, sono mancati 66 voti sulle pregiudiziali, a quanto risulta dalla lettura dei tabulati della votazione segreta.

“Nelle pregiudiziali ci sono stati 100 voti in meno rispetto alla sommatoria dei 4 gruppi, vi ricordo cosa accadde quando furono 101…”. ha detto il capogruppo dem Ettore Rosato all’assemblea del Pd alla Camera. “Sono sicuro – ha aggiunto – che saranno importanti i primi voti, noi abbiamo la responsabilità di tenere duro fino in fondo”.

Oggi il M5S ha dimostrato che la sua parola non vale nulla”, ha continuato Rosato all’interno dell’Aula, dopo che è passato un emendamento alla legge elettorale a scrutinio segreto contro il parere della commissione.

Dal momento che il voto è  segreto, è caccia ai cosiddetti “franchi tiratori”, con il Pd che punta il dito verso il M5S e i grillini che smentiscono e rilanciano: “Pd e maggioranza non devono neanche pensare lontanamente di addebitarci la responsabilità. Hanno oltre 300 deputati. Se c’è qualcuno responsabile sono loro”.

A riprova della trasparenza dei suoi deputati, la notizia che filmeranno in Aula – riprendendo il momento in cui ciascun esponente preme il pulsante posto nei banchi dell’Assemblea – le loro votazioni a scrutinio segreto agli emendamenti al “Fianum”.

Ma è proprio Emanuele Fianto, il deputato Pd e relatore della riforma elettorale ad affermare amaramente che, dopo le ultime votazioni “”La legge elettorale è morta” e a chiamare in causa il M5S: I fanno fallire la . Per pochi secondi il voto è stato palese, loro hanno votato a favore questa è la prova”, commenta su Twitter il deputato, con una foto che ritrae lo schermo in cui erano visibili le votazioni a voto palese.

Intanto il dibattito sulla legge elettorale continua anche fuori dalle mura del Parlamento: Silvio Berlusconi ha risposto all’intervento di Angelo Panebianco apparso qualche giorno fa sul Corriere della Sera. Il politologo ed editorialista aveva infatti espresso la sua netta opposizione alla nuova legge elettorale in discussione alla Camera e costruita sul “modello tedesco” (ma che a netto delle modifiche inserite, di tedesco ha ben poco). Per Panebianco l’approvazione di questo testo porterebbe alla “dissoluzione della democrazia”, visto che fermerebbe l’alternanza tra partiti al governo e fomenterebbe la rabbia delle persone senza che esistano in giro partiti abbastanza solidi da resisterle. Il politologo ha poi citato esplicitamente Berlusconi, al quale addossava molte delle responsabilità della situazione.

Il sistema elettorale tedesco può non piacere, ma quale altra soluzione sarebbe stata possibile, dopo le ripetute bocciature da parte della Consulta? – ha risposto l’ex premier dalle pagine del medesimo giornale – Una sola: l’uninominale secco, all’inglese, o a doppio turno, alla francese. Questi sistemi avrebbero portato non soltanto a un risultato elettorale del tutto imprevedibile (lo spostamento di poche migliaia di voti avrebbe potuto sconvolgere il panorama politico) ma, tertium non datur, ad una di queste due situazioni: o un Parlamento senza una maggioranza, e quindi costretto comunque alle coalizioni, o un Parlamento con una maggioranza che rappresenterebbe molto meno di 1/3 dei cittadini perché sono molti gli aventi diritto al voto che non votano. Non capisco perché questo dovrebbe rafforzare la democrazia”.

Related News

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Copyrıght 2013 FUEL THEMES. All RIGHTS RESERVED.