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Scommesse, razzismo e camorra: quando al calcio si fa Buu

Arresti eccellenti per le partite truccate, condanne in appello per Moggi, Pairetto e Mazzini, curve squalificate e rivelazioni dei pentiti: giornata nera per il soccer.

calcio-scommesseSi rimettono in moto le procure sul calcio-scommesse e lo fanno con mano pesante: quattro arresti e ventuno indagati tra cui spiccano i nomi eccellenti di Gattuso e Brocchi. Nel mirino 30 partite di A e 50 tra serie B e Lega Pro.

Ma non finisce qui. La Corte d’appello di Napoli ha confermato la condanna a Luciano Moggi per associazione a delinquere, dimezzandone, però, la pena, ora ridotta a due anni e quattro mesi (ma ci sarà la coda della Cassazione). Due anni anche per Pairetto e Mazzini e un anno per De Sanctis. Prescrizione per Lotito e Della Valle.

E non basta neppure questo. Curva Nord dell’Inter e Curva Sud della Roma squalificate per due turni (ma faranno entrambe ricorso) per discriminazione territoriale, nel primo caso, e per cori razzisti nel secondo. Sempre per cori razzisti sanzionata anche la Curva Nord della Lazio, ma qui c’è la sospensione condizionale. A Torino, invece, i bambini ospitati nella Curva Scirea non fanno più “oooh”, come cantava Povia, ma gridano ancora “m..da” al portiere avversario. A chiudere il cerchio, un pentito ha rivelato che dietro ai furti perpetrati, negli ultimi anni, a danno di giocatori del Napoli e mogli/fidanzate degli stessi ci sarebbero capi ultrà, seccati per non averli avuti presenti alle loro feste.

Ce ne è abbastanza per considerare il 17 dicembre 2013 il giorno nero del calcio italiano.

Il fatto del giorno, o perlomeno più eclatante, resta però l’ultimo sviluppo del calcio scommesse con tutte le sue ombre e le sue contraddizioni. Che sono molte.

Da ciò che sta emergendo si possono trarre alcune considerazioni:

  1. tra le partite sotto esame ve ne sono diverse del 2013. Ove confermato l’impianto accusatorio, si tratterebbe della riprova che il passato, anche recente, non insegna nulla. Le indagini sono balzate agli onori della cronaca a giugno 2011 e ancora ci sarebbe chi scommette illecitamente o si adopera per aggiustare partite? Se così fosse, senza parole;
  2. si è sempre innocenti sino a prova contraria. Il principio vale per tutti. Anche per chi può creare maggior fastidio perché non solo non in stato di necessità ma anche ricco sfondato;
  3. l’impianto accusatorio, al momento, è fragile e non poco. Sms, telefonate, frequentazioni che svariano dall’occasionale all’abituale. Al più indizi. Non prove;
  4. la Procura di Cremona, viste le modalità seguite (perquisizioni all’alba, arresti di Mauri e di chi, come Milanetto, è poi uscito dalle indagini) e le dichiarazioni a mezzo stampa rilasciate, non è insensibile al fascino della notorietà;
  5. la stessa Procura, quale che sia il suo modus operandi, ha tutto il sacrosanto diritto di agire e va anche ringraziata per il lodevole tentativo di portare un po’ di pulizia in un mondo, quello calcistico, dove ce ne è poca davvero;
  6. il rischio concreto, in assenza di responsabilità ascrivibili a dirigenti di società, è di partorire il classico topolino dalla montagna. E sempre e solo perché, poi, sopravvive nell’ordinamento sportivo quell’aberrazione giuridica chiamata responsabilità oggettiva;
  7. molti giocatori, posto che non siano affetti dal vizio del gioco o così avidi, dovrebbero avere l’accortezza di selezionare un po’ più accuratamente le proprie amicizie. E sempre al netto che le cattive frequentazioni non sono, di per sé, reato.

Ad maiora. Lo dicevano gli antichi. È quanto mai attuale.

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