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Spari contro polizia, 5 morti a Gerusalemme

Scontro a fuoco sulla Spianata delle Moschee, nella città vecchia di Gerusalemme. Verso le 7 di stamattina, un commando di tre persone ha attaccato la polizia israeliana, che ha risposto al fuoco. Sono morti i tre aggressori e due agenti di polizia, mentre un terzo è ferito.

Le autorità israeliane hanno chiuso tutti gli ingressi alla Spianata, obbligando le moschee a non tenere la preghiera del venerdì.

Hamas e l’Organizzazione per il Jihad islamico hanno accolto la notizia in modo positivo, ma il gesto non è stato ancora rivendicato. Condanna l’episodio, invece, il presidente palestinese Abu Mazen, che ha telefonato al premier israeliano Benjamin Netanyahu .

I tre aggressori erano originari di Umm al-Fahm, una città non lontana da Haifa e Nazaret, abitata per la maggior parte da arabi cittadini di Israele. Erano armati di coltelli, fucili artigianali e una pistola. Secondo la ricostruzione della portavoce della polizia Luba Samri, hanno aperto il fuoco appena hanno visto gli agenti di polizia presso la Porta dei Leoni, poi sono fuggiti, cercando riparo in una moschea, ma sono stati inseguiti da altri militari, che li hanno “neutralizzati”.

Netanyahu ha assicurato di voler mantenere lo “status quo” sul Monte del Tempio (il nome usato dagli ebrei per l’altura al centro di Gerusalemme che i musulmani chiamano Spianata delle Moschee), che la chiusura di oggi è stata decisa “per motivi di sicurezza”, e che saranno condotte ricerche “per assicurarsi che non ci siano altre armi sul Monte del Tempio”.

Lo status quo al quale fa riferimento Netanyahu prevede la separazione tra fedeli ebrei e musulmani. Sul colle, nell’antichità, sorgeva il Tempio ebraico distrutto dai Romani, del quale oggi resta in piedi solo il Muro del Pianto, un tratto dell’antico muro di cinta. Secoli dopo la città è stata conquistata dai musulmani, che hanno costruito tre moschee sulla sommità del colle (una delle quali è la Cupola della Roccia, probabilmente il monumento più riconoscibile di Gerusalemme). Nella tradizione islamica, questo è il terzo luogo più santo del mondo dopo le città di Maometto, la Mecca e Medina: qui Maometto sarebbe stato assunto in cielo, al cospetto di Dio.

Negli ultimi anni, però, capita spesso che gruppi di ebrei visitino la cima della Spianata, la parte in teoria riservata ai musulmani. Sulla carta sono sempre semplici turisti, ma non è raro che si assista a provocazioni e frizioni. È passata alla storia la passeggiata dell’allora premier israeliano Ariel Sharon, alla quale i palestinesi risposero sferrando la seconda Intifada, nel 2000. Le visite turistiche e le provocazioni occasionali si sono moltiplicate da quando è al potere Netanyahu, alleato con diversi partiti della destra oltranzista ebraica.

Per il portavoce di Hamas Abdellatif Qanou, l’attacco di oggi è una “benedetta operazione di martirio” che evidenzia la “determinazione” con cui il popolo palestinese – Hamas non riconosce lo stato di Israele, dunque non fa differenza tra i musulmani cittadini di Israele e quelli dei territori occupati – resiste alla “brutale occupazione”.

Da settembre 2015, cioè da quando le organizzazioni salafite e jihadiste hanno iniziato a incoraggiare i loro seguaci ad attaccare di propria iniziativa gli israeliani in quella che i giornali hanno ribattezzato Intifada dei coltelli, nei blitz sono morti 43 israeliani, due turisti USA e uno britannico. Nello stesso periodo sono morti 254 palestinesi, quasi sempre definiti “terroristi pronti ad attaccare” dalla polizia e dall’esercito di Israele.

F.M.R.

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