Elezioni-comunali-3-4 (1)

Tra Alemanno e Marino vince l’astensione

Si sperava che con l’assalto ai municipi per le tessere elettorali, lo “strano” meteo che di certo non invogliava le gite fuori porta e nessun evento sportivo di rilievo (derby) a distogliere i romani dai propri doveri civici, ci fosse un’affluenza se non maggiore, quanto meno non più bassa rispetto al primo turno. Invece anche in occasione di questo ballottaggio che tra poche ore sancirà il nuovo sindaco della Città Eterna, i dati relativi all’affluenza sono preoccupanti. Tra Gianni Alemanno e Ignazio Marino, a vincere per ora è infatti l’astensione record. I romani hanno deciso ancora una volta di restare a casa e disertare le urne. Il loro messaggio, inequivocabile è uno solo: totale sfiducia nei confronti nella politica anche e soprattutto a livello locale. Non ci sono stati fattori esterni ad aver condizionato questo pietoso esito e chiunque prevarrà in questa tornata elettorale dovrà fare i conti con questo aspetto. Egli sarà scelto da un elettorato inferiore ad un cittadino su tre. Questi i dati: Alle 22 di ieri sera la percentuale di chi si è recato in una delle 2.600 sezioni allestite in città si è fermata al 32,3% (picco negativo nel VI Municipio, a Tor Bella Monaca col 27,9%) 5,4 punti in meno rispetto a domenica 26 maggio.

La fuga dal voto, inoltre, non ha coinvolto solo la città di Roma. Negli altri 8 comuni del Lazio, i dati si equivalgono a quelli della capitale: a Viterbo (unico capoluogo), Formia, Sabaudia, Anzio, Fiumicino, Nettuno, Pomezia e Santa Marinella complessivamente il dato dell’affluenza è stato del 32,6%, 7 punti in meno rispetto al 39,6% di due domeniche fa. Numeri che certificano una sfiducia nella politica in generale che va ben oltre i due candidati (comunque discutibili) per il Campidoglio.

Intanto, sia Alemanno che Marino hanno vissuto la loro giornata di silenzio elettorale e soprattutto di attesa recandosi alle rispettive urne con le proprie mamme, costrette, loro malgrado, ad esporsi ai riflettori dei media, appositamente convocati dai vari staff, per l’occasione. La ciliegina sulla torta di una campagna elettorale mediocre.

U.C.

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