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Crisi, in cinque anni ricchezza famiglie -9 per cento

Le famiglie italiane sono sempre meno ricche. Sempre che valga  la regola del bicchiere a metà, ovvero dell’ottimismo che ce lo fa vedere ancora mezzo pieno…. Perché, altrimenti, sarebbe più giusto affermare, anche sulla base delle statistiche di Bankitalia, le nostre famiglia sono sempre più povere. Secondo stime preliminari, nel primo semestre del 2013 la ricchezza netta della famiglie italiane sarebbe ulteriormente diminuita, dell’1% in termini nominali rispetto allo scorso dicembre. E’ quanto sostiene la Banca d’Italia.

Il valore della ricchezza netta complessiva è diminuito quest’anno rispetto al precedente dello 0,6% a prezzi correnti. La flessione del valore delle attività reali (-3,5%), dovuta al calo dei prezzi delle abitazioni (-5,2%), è stata solo in parte compensata da un aumento delle attività finanziarie (4,5%) e da una riduzione delle passività (-0,4%). In termini reali (utilizzando il deflatore dei consumi) la ricchezza netta si è ridotta del 2,9 per cento rispetto al 2011.

Dalla fine del 2007 la flessione a prezzi costanti è stata complessivamente pari al 9%. E’ scritto nel supplemento al Bollettino statistico di Banca d’ Italia.
‘La ricchezza delle famiglie italiane 2012’.Alla fine del 2012 la ricchezza netta delle famiglie italiane era pari a circa 8.542 miliardi di euro, corrispondenti in media a 143 mila euro pro capite e a 357 mila euro per famiglia. Le attività reali rappresentavano il 61,1% del totale delle attività, quelle finanziarie il restante 38,9%. Le passività, di poco inferiori a 900 miliardi di euro, sfioravano il 10% delle attività complessive. Alla fine del 2012, la ricchezza abitativa detenuta dalle famiglie italiane superava i 4.800 miliardi di euro; tale valore registrava una flessione del 3,9 per cento rispetto all’anno precedente (-6% in termini reali). Nonostante il calo degli ultimi anni, le famiglie italiane mostrano nel confronto internazionale un’elevata ricchezza netta, pari nel 2011 a 7,9 volte il reddito lordo disponibile; tale rapporto è comparabile con quelli di Francia, Regno Unito e Giappone e superiore a quelli di Stati Uniti, Germania e Canada. Il rapporto fra attività reali e il reddito disponibile lordo, pari a 5,5, è inferiore soltanto a quello delle famiglie francesi; relativamente basso risulta il livello di indebitamento (82 per cento del reddito disponibile), nonostante i significativi incrementi degli ultim

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