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La depressione ‘da figlio’ colpisce anche il padre

Che la depressione colpisca l’uomo ‘incinto’ oppure neopapà è facile quasi quanto per la sua compagna: anche lui, il maschio, può avere disturbi di umore, provare tristezza e insoddisfazione, se la partner è in dolce attesa oppure dopo la nascita dell’erede. E non è una faccenda da prendere sottogamba perché la depressione paterna colpisce soprattutto uomini con lavoro precario o con problemi di salute, oppure incerti sulla stabilità della loro relazione affettiva.

E’ quanto descritto sulla rivista Jama Psychiatry condotto da Lisa Underwood dell’università di Auckland in Australia. Lo studio oggetto dell’articolo ha coinvolto 3523 uomini le cui partner erano in stato interessante ed ha preso in considerazione la comparsa di sintomi depressivi sia durante la gravidanza, sia dopo la nascita del bambino. Gli uomini sono stati intervistati sul proprio stato di salute, sul rapporto con la partner, sulla propria vita professionale. Ed è emerso, racconta Underwood intervistata dall’ANSA, che ‘‘un uomo su 25 presenta sintomi di depressione postnatale, uno su 50 di depressione antenatale”.

I fattori di rischio principali sono la cattiva salute percepita, lo stress cronico, difficoltà lavorative e nella relazione con la partner. Anche se, precisa l’autrice, si tratta di un fenomeno ridotto rispetto alla depressione materna – ”una donna su otto nel nostro studio manifesta depressione in gravidanza e una su 12 sintomi depressivi post-partum” – è un fenomeno da non trascurare, specie alla luce di recenti studi che hanno evidenziato come l’influenza della figura paterna sui figli sia vitale per il loro sviluppo psicosociale e cognitivo.

E’ importante, quindi, secondo l’esperta, riconoscere e trattare in modo tempestivo i segni del disturbo depressivo nell’uomo in procinto di diventare padre come in quello che lo è appena diventato. Il ‘mestiere’ di genitore, affascinante e complesso, passa attraverso tappe fondamentali che segnano anche la vita dell’uomo: dal desiderio di avere un figlio alla ”condivisione” con la madre della gravidanza e del parto, dalla nascita all’inserimento del piccolo in famiglia, fino alla partecipazione attiva ai diversi momenti del suo sviluppo fisico e mentale. In una realtà sociale in cui esistono famiglie in crisi e allargate, affidatarie e monoparentali, gli uomini vivono in modo sempre più coinvolgente e impegnativo la loro dimensione paterna.  Bisogna comprenderli e aiutarli se a volte provano qualche disagio.

A.B.

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