L’Italtennis delle grandi rimonte non ce la fa: in semifinale di Davis il Canada

È finita 3-1 per i canadesi (l’ultimo singolare, ininfluente, non è stato giocato) il Quarto  di finale di Vancouver che ha, quindi, spalancato le porte di una storica semifinale di Davis alla squadra nordamericana guidata da Martin Laurendeau. Detta così sembrerebbe una vittoria netta per i padroni di casa,  ma chi ha vissuto l’evolversi della vicenda sa che il finale sarebbe potuto essere molto diverso. Con il senno del poi eravamo stati buoni profeti a pronosticare il doppio come punto decisivo. Troppo difficile strappare un punto all’idolo di casa, Milos Raonic. E decisiva, nei fatti, si è rivelata l’appassionante maratona, 4 ore e 28 minuti di emozioni, di sabato notte che ha visto i nostri Fognini e Bracciali (molto più che una soluzione d’emergenza per sostituire l’infortunato Bolelli) autori di una rimonta da applausi contro il più rodato doppio Pospisil-Nestor: 6-3 6-4 3-6 3-6 15-13, l’incredibile punteggio finale. E la sensazione che sarebbe bastato un ultimo colpo di reni per portare a termine il ribaltone e con esso la qualificazione. Andreas Seppi, il nostro n. 1, nonché 18 del ranking Atp, ha poi provato a fare il miracolo con Raonic, n. 16, ma l’avversario era probabilmente fuori portata. Non impossibile, comunque, data la modesta abitudine del gigante canadese di origine montenegrina alla bagarre di match lottati. Infatti, Raonic, forte del suo impressionante servizio (alla fine saranno 35 gli aces più una quantità industriale di battute vincenti), incamerava con assoluta tranquillità i primi due parziali con un doppio 6-4 grazie ad un break in apertura nel primo set e uno al terzo game nel secondo, ma titubando un po’ troppo all’atto di chiudere nel decimo gioco della sconda frazione. Era il segnale che Andreas stava cominciando ad acquisire il giusto ritmo negli scambi contro un tipo che di ritmo ne offre sempre con il contagocce. Tanto bastava a minare le certezze di Raonic che, ceduta la battuta nel secondo gioco del terzo set e sciupate con la complicità di un ottimo Seppi due palle per il contro break nel quinto gioco e un’altra nel settimo, cedeva il parziale all’azzurro per 6-3. Sull’onda del ritrovato entusiasmo, poi, Seppi arrivava a procurarsi una cruciale palla break nel terzo gioco del quarto ma una sua risposta lungo linea di rovescio finiva larga di un nonnulla con il canadese costretto solo a sperare. Sarebbe potuta essere la svolta decisiva, viatico per un’altra clamorosa rimonta come quella di venerdì sera ai danni del giovane ma promettente Pospisil. Invece, Raonic trovava il modo di salvarsi ma, tutt’altro che sereno e molto falloso negli scambi, sprecava altre opportunità di strappare il servizio all’altoatesino. Il turbinio di potenza abbattutosi su Andreas era ora limitato alle sole cannonate di servizio. Poi, nel dodicesimo gioco, quando già si pregustava il sapore thrilling del tie break, il black out dell’azzurro, complici ottime risposte di Raonic e una maggior prudenza del canadese nel gestire gli scambi, con l’azzurro, costretto a spingere in proprio,  fuori giri e 15-40. Seppi annullava il primo match point ma sul secondo affondava in rete il rovescio e le nostre residue speranze di andare al 5° set e al quinto match. Ma, riavvolgendo il nastro dei ricordi di questo lunghissimo weekend oltreoceano, non potremo mai dimenticare la grande rimonta di Seppi che, partito teso come una corda di violino e in balia della seconda di servizio di un Pospisil, peraltro, molto aggressivo e pressoché perfetto nei primi due set, cedeva i primi due parziali per 7-5 e 6-4, salvo ritrovare fiducia, profondità e regolarità nei successivi tre set incamerati per 6-4 6-3 6-3. Una rimonta che ci ha riportato alla mente quella che l’altoatesino aveva completato ai danni di Juan Carlos Ferrero nel 2005. Allora, quell’impresa venne seguita dalla fantastica maratona in doppio che vide i nostri Bracciali e Galimberti prevalere su Feliciano Lopez e, nientemeno, che Rafa Nadal. Si sperava di poter replicare la circostanza anche in questo weekend ma, e qui veniamo al momento più emozionante dell’intera tre giorni in terra canadese, Fognini e Bracciali, per nulla intimidito, l’aretino, dalla prospettiva di scendere in campo al posto dell’infortunato Bolelli, dopo aver perso velocemente i primi due parziali con Nestor e Pospisil e dopo esser finiti subito sotto a inizio terzo set, avviavano una rimonta spettacolare quanto inesorabile che metteva in crisi la risposta del giovane sostituto di Dancevic e soprattutto il servizio e tutto il repertorio di colpi e certezze del navigato 40enne. Il quinto set, da solo, durava più dei primi quattro parziali ma se noi potevamo contare sulla solidità di Fabio e sulle ripetute prodezze a rete di un Daniele che riportava alla mente le giornate più ispirate di Nargiso, dall’altra parte c’era un Pospisil che, superato l’impasse, giocava un tennis devastante tanto al servizio, quanto in risposta e in grado di trascinare anche un Nestor in palese difficoltà. Per ben nove volte i  canadesi erano chiamati a servire per restare nel match e per nove volte tenevano la battuta senza concedere mai una palla break. Break che, purtroppo, arrivava, invece, sul servizio di Fognini, cui seguiva il solito show alla battuta di un Pospisil in stato di grazia. Nulla aveva potuto, invece, il ligure contro il bazooka di Raonic nel secondo match del venerdì. Ora, saranno i canadesi ad affrontare la Serbia, uscita vittoriosa dalla trasferta negli USA, grazie all’impresa di Bozoljaç e Zimonjiç, capaci di superare in un altro match drammatico i gemelli Bryan e alla tenacia di Djokoviç che, nonostante una vistosa menomazione, riusciva a superare in una sorta di derby tra acciaccati Sam Querrey per il 3-1 decisivo. Nell’altra semifinale, si affronteranno, come l’anno scorso, Argentina (3-2 alla Francia) e i campioni in carica della Rep. Ceca (3-1 al Kazakistan) ma stavolta sul veloce in casa di questi ultimi.

D.P.

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