Il nostro Bel Paese riacquista un po’ della sua naturale bellezza grazie alle ruspe che oggi hanno buttato giù parte dell’ecomostro che deturpava la parete rocciosa di Scala dei Turchi, in provincia di Agrigento.
L’orrendo scheletro di cemento, di quello che doveva diventare, nei sogni degli imprenditori, un albergo di lusso ha smesso, dopo 20 anni di battaglie giudiziarie, di rovinare uno dei più bei tratti di costa siciliana.
Lo smantellamento della struttura è arrivato dopo la conclusione del contenzioso che ha deciso per l’abbattimento di altri tre simili ecomostri costruiti sul promontorio agrigentino di Capo Rosello. La ditta proprietaria dello scheletro dell’edificio, subodorando la probabile futura sentenza negativa, ha preferito non attendere la pronuncia definitiva della magistratura sull’ultima richiesta di sospensiva e ha proceduto all’immediato abbattimento del deturpante scheletro.
Non era bastata, infatti, l’ordinanza di demolizione e ripristino dei luoghi inviata dalla Procura della Repubblica al Sindaco del comune di Realmonte, che per anni ha evitato di prendere posizione sulla questione.
La battaglia sulla questione ecomostri, che si svolge principalmente a colpi di ricorsi, cavilli giudiziari e rinvii, viene combattuta, da decenni, da Legambiente.
È la stessa Associazione ambientalista che ha coniato il significato del termine ecomostro definendolo come “edificio o complesso di edifici considerati gravemente incompatibili con l’ambiente naturale circostante”. Termine intraducibile in altre lingue, come quello di “abusivismo”, a dimostrare come si tratti di un fenomeno marcatamente italiano.
Il dato che emerge, grazie al costante lavoro di Legambiente, sulla situazione relativa all’abusivismo non può che preoccupare: 20 mila costruzioni vengono costruite totalmente illegalmente ogni anno, 25 mila abusi edilizi vengono realizzati nelle città capoluogo di provincia, e solo il 10% delle opere vengono poi realmente abbattute, in barba a qualsiasi vincolo ambientale, di sicurezza o urbanistico.
Le zone più colpite restano quelle del sud Italia. Sicilia, Basilicata, e Campania, sono sicuramente le regioni che risentono di più di questa piaga tutta italiana.
Ma non a tutti questo triste fenomeno sembra preoccupare. Ciro Falanga, senatore Pdl campano, a seguito di tentativi di richiesta di condono, tutti fortunatamente negati, ha proposto di togliere alle Procure della Repubblica la competenza in materia di esecuzione delle demolizioni.
Alessandra Angeletti