Endorsement: quando con lo stile british si rischia lo strafalcione

Agli inglesi spetta sempre l’ultima parola. Questa volta si tratta di “endorsement”: nello scorso Dicembre è stata definita proprio “la parola del mese”.

Agli inglesi spetta sempre l’ultima parola. Questa volta si tratta di “endorsement”: nello scorso dicembre è stata definita proprio “la parola del mese”. Ha visto una crescita esponenziale del suo utilizzo nell’ultimo anno, fuori misura.  Questo vocabolo, abbastanza orecchiabile, quasi musicale, ha oltrepassato i confini anglosassoni ed è approdato anche nel continente italiano, riempiendo le bocche di molti politici e non solo. Abbiamo sentito talmente tante volte l’uso di questa “english word”, che a volte ci siamo chiesti se effettivamente si conoscesse la sua etimologia ed il suo vero significato. Scopriamo che è un jolly nel vocabolario internazionale.endorsement Ci affidiamo ad un dizionario doc della lingua inglese, aggiornato nel 2011 e scopriamo che in alcuni casi nella nostra lingua italiana può indicare “approvazione” di una decisione, di un’idea; in altri “appoggio” di un candidato ad esempio; in altri ancora la “girata” di un assegno, o di una cambiale. Sarà la fantasia tutta “made in italy”, ma scopriamo che noi la utilizziamo per una miriade di altri contesti: per parlare di “adesione”, “clausola” e perfino “sanzione”. Sicuramente mentre noi stiamo qui a spiegare il significato “multiforme” di questa parola, qualcuno la starà utilizzando. Infatti circa 4 ore fa il Premier Mario Monti, in merito alle elezioni politiche, affermava che “non darà alcun endorsement al candidato Pierluigi Bersani”; difficile pensare che stia parlando di assegni o cambiali. Siamo inondati da questo termine nelle interviste dei politici, negli articoli dei giornali, nei tg, nei comizi in piazza, che sembra diventata una parola magica, da utilizzare a volte per fare una gran bella figura. Tale uso, a volte spropositato, ha destato grande curiosità in alcuni studiosi dei processi linguistici multimediali, che hanno addirittura studiato se lo stesso Google, avesse registrato un incremento dell’utilizzo del vocabolo. L’intuizione ha trovato conferma: se 100 rappresentava il volume del picco di ricerca, si è constatato che endorsement raggiungeva il tetto massimo. “Appoggiamoci” pure a questo neologismo, l’importante è utilizzarlo in maniera appropriata, senza fare troppi strafalcioni.

F.C

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