“Vergona, assassini!” . Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, e il presidente della Commissione europea Manuel Barroso, non sono stati accolti a Lampedusa con gli onori che si sarebbero aspettati.
Un gruppo di abitanti, assiepati lungo la recinzione della pista aeroportuale dell’isola, li ha infatti fortemente contestati con striscioni, cartelli e tanti fischi. Sono state fatte suonare persino le sirene delle imbarcazioni non appena hanno messo piede sul suolo.
Entrambi i presidenti, Letta e Barroso, insieme al ministro dell’ Interno, Angelino Alfano, e alla commissaria Ue agli Affari interni, Cecilia Malmstrom, hanno fatto visita alle 289 salme, finora recuperate, delle quali 186 estratte dallo scafo che giace a 50 metri di profondità davanti alla costa dell’Isola dei Conigli, riunite nell’ hangar trasformato per l’occasione in obitorio.
“Andate a visitare il centro di accoglienza”, hanno urlato i contestatori. Il programma ufficiale sembra infatti non preveda la visita della delegazione al Cie dell’isola dove al momento vivono oltre 800 profughi in uno spazio che ne contiene appena 250. Per protesta i lampedusani mostrano anche grandi fotografie dei naufragi precedenti.
“Il problema -dice uno di loro- è in Africa. La prima cosa che si deve fare è istituire corridoi umanitari. Proporre il Nobel per Lampedusa è solo ipocrisia da parte della politica. Lo sanno che in quei paesi ci sono torture, violenze”. Ai cronisti intanto non è stato consentito di accedere nel perimetro dell’ aeroporto.