Con l’effettuazione del terzo test nucleare, in risposta alle sanzioni imposte dall’ONU, la Corea del nord incassa la dura condanna e l’irritazione del presidente Barack Obama.
Quando i sensori del servizio geologico degli Stati Uniti hanno captato questa mattina alle 10.47 (ora locale), un sisma artificiale di magnitudo 4.7 della scala Richter in territorio nordcoreano, era chiaro a tutti cosa fosse successo. 
Nelle ore successive, dopo l’ammissione da parte del governo di Kim Jong-un di aver effettuato il test di categoria superiore rispetto ai precedenti lancidel 2006 e del 2009 grazie all’utilizzo di un dispositivo miniaturizzato, c’è stata la condanna unanime dalla Comunità Internazionale.
Stati Uniti in testa, Gran Bretagna, Italia, Corea del Sud e Giappone sono tutti concordi nel disapprovare con forza la decisione di Pyongyang di proseguire con gli esperimenti nucleari. Ma sono le reazioni diplomatichedella Cina e della Russia, i paesi più vicini al regime norcoreano, che fanno riflettere sul percorso pericoloso che il paese socialista ha deciso di intraprendere.
Anche perchè non si può certo accusare il regime socialista di Pyongyang di mancare di coerenza, in quanto, hanno tenuto ad assicurare che qualsiasi test nucleare o prova di lancio di missili a lunga gittata, sono una risposta diretta alle risoluzioni sancite dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU nei confronti della Corea del Nord, sotto proposta degli Stati Uniti.
E’ stata convocata un’imminente riunione del Consiglio di Sicurezza Onu che, secondo indiscrezioni, dovrebbe tenersi martedì prossimo a New York nella speranza di trovare una risposta definitiva al problema Coreano.
E.S.