Per ogni rapimento, il punto di partenza era sempre lo stesso: il divorzio di una coppia costituita da coniugi di differenti nazionalità e la conseguente decisione sull’ affidamento dei figli. Dal momento in cui il giudice affidava la prole ad uno dei
genitori, la parte soccombente, per evitare il drammatico distacco, decideva di lasciare il Paese ospitante portando con sé il figlio, contravvenendo alla decisione delle autorità. Era a questo punto, quindi, che il genitore legittimato ad avere
l’ affidamento si rivolgeva all’ “ABP World”, accettando di pagare decine e decine di migliaia di Euro e di mettere in pericolo la vita del figlio stesso (date le modalità del “recupero”) pur di riavere al più presto il bambino, senza ricorrere alle vie
ufficiali evidentemente troppo lente, difficoltose o dall’ esito incerto.
i suoi servizi garantisce anche il recupero di bambini contesi”.
” A seconda dei paesi dove operava -aggiunge il colonnello Scandone- la società di contactors si appoggiava a referenti locali. A Palermo trovavano mezzi per organizzare quello che sembrava un viaggio di piacere: selezionavano anche delle donne”. Addirittura ” hanno fatto una sorta di ‘ casting’ per arruolare queste donne
perché facessero da accompagnatrici. Apparentemente sembravano turisti, poi mettevano a segno i sequestri”. ” Siamo riusciti a ricostruire un sequestro sicuro di una bambina norvegese -spiega ancora Scandone- stavano organizzando altre attivita’ su Cipro, Egitto e Ucraina”. Si parla di ” bambini sotto i 5 anni -rimarca Scandone- di fatto il minore veniva trasportato come un pacco in mare”.
” Ricevuto l’ incarico da uno dei due genitori che ha interesse a riportare in patria il minore -ricostruisce ancora il comandante del Gruppo Carabinieri di Palermo- si organizzavano con barche veloci” per solcare il Mediterrraneo. Nelle operazioni ” avevamo anche armi, barbituritici e fascette per bloccare i polsi. Si preparavano a
mettere a segno anche altre azioni su Libano, Cipro ed Egitto”.
L’ ordinanza scattata oggi, prosegue Scandone, ” riguarda sette persone, 4 sono state arrestate in Italia. Uno e’ il titolare dei questa societa’ in Norvegia, poi ci sono due svedesi detenuti in un carcere tunisino”. ” Nelle nostre attività -prosegue il colonnello Scandone- siamo riusciti anche a ricostruire un’ operazione che
l’ organizzazione ha messo a segno in Tunisia”.
” Partendo dalla Sicilia con un gommone, hanno prelevato dalla Tunisia una bimba, verosimilmente norvegese, e l’ hanno riportata in Sicilia sempre con il gommone. Poi -conclude il comandante del Gruppo Carabinieri di Palermo- l’ hanno trasportata in macchina fino a Milano e da Malpensa in aereo con destinazione Norvegia”.