Covid, gruppo di ‘esperti’ per scovare le bugie che circolano sulla rete

E adesso, Palazzo Chigi ospita pure la task force anti fake news. Il team (se lo chiamiamo gruppo potrebbe sembrare una diminutio) non serve a rimediare alle notizie confuse e poco chiare che escono proprio da quelle stanze – basti citare il problema ‘mascherine’ -e che stanno creando sempre più malumore tra i cittadini in autoreclusione, quanto piuttosto scovare quelle false servendosi anche dell’aiuto di solerti cittadini e utenti social. 
Riccardo Luna, Francesco Piccinini, David Puente, Ruben Razzante, Luisa Verdoliva, Roberta Villa, Giovanni Zagni e Fabiana Zollo. Sono gli esperti nominati per costituire la task force che lavorerà in stretta collaborazione con Agcom, Ministero della Salute, Protezione Civile, in partnership anche con i soggetti del web specializzati in fact-checking, i principali motori di ricerca e le piattaforme social.
Esaminiamo i componenti di questa “sedicente ‘Task force anti Fake news’” come l’ha definita Giorgia Meloni, “che avrà il compito di assicurarsi che sia diffusa solo la verità sul Covid-19 (proprio come il ministero della Verità di orwelliana memoria)”. Un gruppo di ‘esperti’ nel quale non c’è nemmeno un medico o virologo, osserva la leader FdI: “Decideranno cosa si può dire e cosa no. Utile ricordare che tra le ‘fake news’ c’erano fino a ieri anche il fatto che gli asintomatici trasmettono il virus, che fosse utile tenere in quarantena chi proviene da zone a rischio, che fosse saggio indossare la mascherina in pubblico”. “Credo che si stiano limitando le libertà fondamentali e costituzionali con eccessiva disinvoltura. P.S. Mi manderanno in un campo di rieducazione per queste mie parole o si limiteranno a oscurare il post su Facebook?”, conclude la leader di FdI nel suo post su Facebook.
Prendiamo uno per uno gli otto componenti di questa unità di monitoraggio per il contrasto della diffusione di fake news relative al COVID-19 sul web e sui social network:

Riccardo Luna (1965), direttore responsabile di Agi Agenzia Giornalistica Italia, protagonista italiano della trasformazione del giornalismo nell’era digitale. Fondatore di  Wikitalia, un’associazione che si occupa di trasparenza e partecipazione politica attraverso la rete, ha lavorato per oltre 10 anni a Repubblica ed ha fondato e diretto tre giornali: “Campus”, “Il Romanista” e “Wired”, i magazine online “CheFuturo!”” e “StartupItalia”, testate e community dedicate agli startupper.

Francesco Piccinini (1981) direttore responsabile di Fanpage, ha lavorato come digital manager di Caltagirone Editore Digital, direttore di AgoraVox Italia e docente di Brand Strategy e Comunicazione presso l’École Supérieure de Gestion di Parigi. 

David Puente, laureato in Scienze e Tecnologie Multimediali, è responsabile del progetto Fact-checking di Open.online, testata edita da Enrico Mentana.
Ruben Razzante (1969), giornalista professionista, è professore di Diritto dell’informazione, di Diritto europeo dell’informazione e di Diritto della comunicazione per le imprese e i media all’Università Cattolica di Milano e alla Lumsa di Roma e di Etica e deontologia dell’informazione alla Pontificia Università della Santa Croce.
Luisa Verdoliva, professore di Telecomunicazioni alla Federico II di Napoli dove ha creato in team un algoritmo di ultima generazione per l’individuazione di deepfake.
Roberta Villa, giornalista e divulgatrice scientifica, Tempo medico, prima rivista italiana per medici. Ha collaborato con testate come Corriere della Sera, L’Espresso, Donna Moderna, Il Sole 24 ore Sanità, Scienzainrete, Healthdesk). • Ha aperto un canale YouTube in cui diffonde video per diffondere informazioni scientifiche contro le fake news.

Giovanni Zagni,  giornalista professionista, già redattore al quotidiano online IlPost.it, e successivamente a Linkiesta.it occupandosi di esteri e cultura, è entrato a far parte di Pagella Politica nel 2015. Vive a Milano.

Fabiana Zollo, (1988) ricercatrice beneventana alla Ca’ Foscari, con il suo gruppo di lavoro ha elaborato un algoritmo che è in grado di prevedere quali temi sui social network nel giro di 24 ore possono essere oggetto di fake news, ovvero notizie false e spesso fabbricate ad arte.
Il nutrito gruppo è stato annunciato due giorni fa dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Andrea Martella, che ne ha spiegato la nascita come “un passaggio doveroso, a fronte della massiccia, crescente diffusione di disinformazione e fake news relative all’emergenza COVID-19”. E, per combattere la cattiva e fuorviante informazione sulla pandemia da Covid-19, che in Italia ha fatto circa 13 vittime e contagiato oltre 90 mila persone. niente di meglio se non una squadra di ben 7 giornalisti e un informatico. Non vi pare? Niente virologi, non si trovano nemmeno d’accordo tra di loro, nè epidemiologi. Fortuna che uno dei 7 giornalisti ha anche la laurea in medicina.
L’avv. Andrea Pruiti Ciarello, consigliere di amministrazione della Fondazione Einaudi, in quest’ultima iniziativa governativa segue una serie di provvedimenti restrittivi adottati al fine di tutelare la salute pubblica, dalla libertà di circolazione (art. 13 Cost.) alla libertà di riunione (art.17 Cost.), rileva che il premier Conte sembra voglia ora cimentarsi con la limitazione del diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero (art. 21 Cost.). E cita l’art. 21 della Costituzione che stabilisce che “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.
Ovviamente le fake news sono una cosa seria e vanno combattute. Ma come e da chi? “Il nostro ordinamento punisce chi diffonde notizie false, esagerate o tendenziose, per le quali possa essere turbato l’ordine pubblico, con l’arresto fino a tre mesi (art. 656 c.p.), ricorda Ciarello. L’ordinamento, però, limita il proprio potere punitivo soltanto a quelle notizie false che possono turbare l’ordine pubblico, quindi non tutte le notizie false, esagerate o tendenziose sono perseguibili.

Questa task force, pertanto, in quale ambito dovrà operare? Per le notizie false che rientrano nell’ambito dell’art. 656 c.p., la competenza esclusiva è dell’autorità giudiziaria. Per tutte le altre notizie false, esagerate o tendenziose (che non turbano l’ordine pubblico) vige l’ombrello dell’art. 21 della Costituzione, ricorda il consigliere d’amministrazione della Fondazione Einaudi. Certo, se queste notizie producono un danno, chi le diffonde potrà essere chiamato a risarcirlo ma qui entriamo nell’ambito del diritto civile che, come è noto, è nella piena disponibilità delle parti.

Le notizie false, quando non raggiungono il rilievo penalistico di cui all’art. 656 c.p. non devono essere combattute da un’autorità statale – chiarisce l’avvocato – , perché altrimenti si rischia seriamente di incidere sulla libertà di espressione e di sfociare in uno stato autoritario, bensì devono rimanere sottoposte agli unici arbitri di ultima istanza, il buonsenso e la cultura individuale.

Quindi, quali azioni spettano a questi esperti della comunicazione? Contrastare una fake news, in pratica, quali azioni comporterà? Magari segnalare i supposti falsari alle piattaforme web per chiedere la chiusura dei loro profili oppure inoltrare denuncia alla polizia?

Nessuna supposizione è peregrina, credetelo. Piuttosto, come rimarcato da Ciarello, “non è paradossale che il governo che, per la prima volta nella storia repubblicana, pensa ad una commissione contro le notizie false sia costituito in larga parte e sostenuto da una forza politica che ha fondato il proprio consenso elettorale proprio sull’uso strumentale della fake news, come il M5S?”  Per rinfrescarci la memoria basteranno: le scie chimiche, i microchip sottopelle infilati dalla Cia, l’uomo che non sarebbe mai andato sulla luna, il pensiero noVax (“i vaccini sono come i marchi delle bestie”, diceva l’ex vicepresidente del Senato Paola Taverna).

Ne consegue che questo governo è forse il meno attrezzato ed il meno autorevole e competente per potere istituire una simile commissione.

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