Giornata della memoria delle vittime del terrorismo

Nella “Giornata della memoria delle vittime del terrorismo”, il discorso del Presidente della Repubblica al Senato non lascia adito ad interpretazioni. “Bisogna fermare la violenza prima che si trasformi in eversione. In questo momento non possiamo essere tranquilli davanti a esternazioni anche solo sul piano verbale o sul piano della propaganda politica”.

35 anni fa, il 9 maggio del 1978, fu ritrovata in via Caetani la R4 rossa con il corpo dello statista Dc, Aldo Moro. Lo stesso giorno, la mafia uccise Peppino Impastato.

Nella “Giornata della memoria delle vittime del terrorismo”, il discorso del Presidente della Repubblica al Senato non lascia adito ad interpretazioni. “Bisogna fermare la violenza prima che si trasformi in eversione. In questo momento non possiamo essere tranquilli davanti a esternazioni anche solo sul piano verbale o sul piano della propaganda politica”. Il riferimento all’attualità è evidente.

Napolitano, prima di andare in Senato, ha deposto una corono di fiori davanti alla targa che ricorda il sacrificio dello statista della Dc e della sua scorta, trucidati dalle Br. Poi ha fatto un passaggio anche in via Caetani.

Dopo la cerimonia in Senato,  si sono ritrovati il Presidente della Repubblica, il presidente del Senato Pietro Grasso, la presidente della Camer, Laura Boldrini, il premier Enrico Letta, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ed il sindaco di Roma Gianni Alemanno.

Il presidente del Senato Grasso, commosso, spiega che la scelta della data per il giorno della memoria: “è caduta sull’anniversario dell’assassinio di Aldo Moro perchè quella decisione spietata, che portò dopo 54 giorni di prigionia all’uccisione del Presidente della Dc ha rappresentato un momento di condivisa presa di coscienza da parte dello Stato. Quello Stato che, purtroppo, solo allora, capì che la reazione non poteva più tardare”. Poi ha giustamente voluto ricordare l’anniversario di un’altra vittima della mafia: “Peppino Impastato aveva 30 anni, un coraggio da leone, e lo ammazzarono”.

Il presidente della Regione Zingaretti ha poi sottolineato “Il sequestro Moro fu un’aggressione allo Stato che però seppe reagire. È importante ricordare perchè la democrazia è una conquista quotidiana da difendere sempre”. Ed il sindaco Alemanno, anche lui in via Castani, ha poi aggiunto: “Qui si è consumato il fatto più grave degli anni di piombo. In questo momento in cui dobbiamo superare la crisi economica, è necessario comprendere che gli odi contrapposti e lo scontro totale non devono ritornare. La politica deve essere costruttiva con tolleranza e rispetto reciproco”.

C.D.

 

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