Dopo la sferzata nel discorso ieri a Montecitorio, Giorgio Napolitano dà il via oggi alle consultazioni tra le incertezze dei partiti e il rebus della direzione nazionale del Pd.
Il Presidente della Repubblica dovrà trovare una mediazione tra le forze politiche, ciascuna con un proprio progetto, ripartendo dalle linee guida elaborate dai “dieci saggi”.
Il Pdl, pur tentato dai sondaggi a seguire la strada di nuove elezioni, avrebbe chiesto un governo di larghe intese, disponibile a votare anche un esponente Pd, da Amato a Letta a Renzi.
Il Partito Democratico preferirebbe non esporsi e affidare l’esecutivo a una figura istituzionale per un governo più tecnico, scelta condivisa da Scelta Civica che ha avanzato la proposta Annamaria Cancellieri o la continuazione del Governo Monti.
Ancora una volta la scelta più digeribile per tutti potrebbe essere quelal di un nome prestigioso dal punto di vista internazionale (i rumors riguarderebbero i nomi di Enrico Giovannini, già tra i saggi, Fabrizio Saccomanni presidente della Banca d’Italia e il presidente della Corte Costituzionale Franco Gallo). Insieme ai candidati premier si parla anche di ministeri da spartire equamente tra le varie forze politiche.
Il M5S, ieri impassibile al discorso di rielezione, (anche Sel si è dichiarata contraria a un governo di larghe intese) nonostante gli inviti degli esponenti Pd (Civati e Orfini su tutti) resta l’incognita principale. Napolitano comunque starebbe lavorando per convincerli a essere della partita. E non è escluso che per la Presidenza del Consiglio possa passare una candidatura, come quella di Rodotà gradita ai Cinquestelle.
Ma tutti aspettano l’esito della Direzione Nazionale del Partito Democrantico, dal quale dovrebbero uscire il nome del reggente e anche le indicazioni per il Governo. Aumenta il numero di chi vorrebbe affidare l’incarico a Renzi fin da subito, mozione che verrà presentata ufficialmente dai Giovani Turchi, e anche se rimangono i dubbi soprattutto tra i supporters del sindaco fiorentino, che non vorrebbero la sua candidatura bruciata in vista delle prossime elezioni. Il Rottamatore comunque sa che se Giorgio Napolitano chiamasse non potrebbe dire di no.
G.D.