L’antica teoria del risparmio “da ora legale”, diffusa per la prima volta da Benjamin Franklin, oggi viene presentata proprio come un vero rimedio anti-crisi, anzi anti-consumo sfrenato. Se il suo esordio, non ebbe un’eco così altisonante nel settecento, all’epoca di questo intellettuale autodidatta, oggi invece siamo incoraggiati dal fatto che un’ora in meno di sonno nell’ultimo weekend di marzo permette di risparmiare ogni anno al sistema Italia, circa 90 milioni
di euro e al contempo, inquinare meno il pianeta Terra.
È proprio questo l’effetto dell’ora legale – che scatterà domenica 31 marzo, giorno di Pasqua, quando tra un brontolio e l’altro saremo costretti a spostare le lancette di tutti gli orologi dalle 2.00 alle 3.00 – e durerà fino al 27 ottobre. Il risparmio complessivo in termini di consumi di energia elettrica, è pari a 543,8 milioni di kilowattora che, detto più semplicemente, corrisponde al fabbisogno annuo medio di ben 180 mila famiglie.
In termini monetari, considerando che un kilowattora costa in media al cliente finale circa 16,6 centesimi di euro al netto delle imposte, la stima del risparmio con l’ ora legale per il 2013 è di oltre 90 milioni di euro. Dal 2004 al 2012 l’Italia ha economizzato complessivamente 6,1 miliardi di kilowattora, corrispondenti a circa 900 milioni di euro di minor costo.
Nel periodo primavera-estate, il mese che segna il maggior risparmio energetico stimato è aprile, con 125,8 milioni di kilowattora (circa il 23% del totale). Insomma se in aprile il dormire è ‘dolce’, come dice un antico proverbio riferendosi al tepore che ci fa indugiare sotto le coltri, potremo però lavorare di più alla calda luce del sole. Magari se ci scappasse ogni tanto anche qualche scusa plausibile per allontanarci dai rispettivi luoghi di lavoro per godere un po’ di questa “primizia” primaverile….
F.C.