In tempo di crisi si riscoprono i fornelli

Il taglio drastico nelle spese e nei consumi alimentari ha imposto un necessario ritorno a quella semplice e sana cucina familiare che la mancanza di tempo e la ricerca di comodità avevano trascurato nell’ultimo decennio.

La crisi qualcosa di positivo, con buona pace delle aziende  produttrici, la sta combinando.  Il taglio drastico nelle spese e nei consumi alimentari ha imposto un necessario ritorno a quella semplice e sana cucina familiare che la mancanza di tempo e la ricerca di comodità avevano trascurato nell’ultimo decennio.  Come conseguenza sono crollate del 4 per cento gli acquisti di piatti pronti surgelati e del 3 per cento quelli delle merendine. A rilevarlo è Coldiretti che nell’analisi dei dati elaborati da Coop, relativi al primo trimestre 2013, registra anche un vero boom nella vendita di uova e farina (+6 per cento) e addirittura dell’ 8 per cento dei preparati per dolci che insieme al miele (+10 per cento) sono i prodotti con incremento vendita maggiore, come mai era avvenuto dal dopoguerra.  La necessità di risparmiare per la riduzione del potere di acquisto ha spinto molti italiani a disertare ristoranti e pizzerie (87%) e diventare piccoli “artigiani del cibo”: come dimostra l’ indagine Coldiretti/Swg, un italiano su tre (33 per cento) prepara più spesso rispetto al passato la pizza in casa, il 19 per cento più frequentemente fa addirittura il pane, il 18 per cento marmellate, sottoli o sottaceti, il 13 per cento la pasta e l’ 11 per cento i dolci.  Con il risultato che il tempo trascorso ai fornelli è aumentato raggiungendo una media a 56 minuti nei giorni feriali ai quali se ne aggiungono 13 (69’ in tutto) per preparare il pranzo e la cena della domenica e delle festività. Per un totale di oltre sette ore alla settimana.

Il ritorno alla cucina autarchica è confermato dalle centinaia di mamme che con mariti e figli oggi si sono trasferite con i pullman dalle grandi città nella campagna Toscana, proprio per chiedere soccorso alle aziende agricole che hanno organizzato il  “Terranostraday”, nel giorno della Festa della Mamma, per far conoscere i trucchi del mestiere su come fare la sfoglia, la pasta in casa o riconoscere le erbe selvatiche.

Ben venga dunque l’ esigenza di far quadrare i conti familiari se ciò comporta la riscoperta di antichi sapori che un qualsiasi “4 salti in padella” non può evocare nella maniera dovuta. E non solo, perché non è da sottovalutare che questo ritorno ai fornelli  può gratificare la parte creativa della ‘cuoca per necessità’ e farla apparire ancora più apprezzabile agli occhi dei propri figli e del coniuge. L’aiuto al portafoglio aiuta dunque a star bene in salute e contribuisce in generale a migliorare la qualità della vita riscoprendo il piacere di mettere le gambe sotto una tavola, magari ben apparecchiata, insieme agli altri conviventi e, se possibile magari insieme a qualche amico..

A.B.

 

 

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