Lampedusa: il mare ne restituisce 111. E la tragedia innesca la polemica

E’ continuata incessantemente tutta la notte la ricerca dei naufraghi dispersi nelle acque antistanti l’isola di Lampedusa dove è affondata l’ imbarcazione dove erano assiepate in modo del tutto disumano 500 persone. Il dato, aggiornato a questa mattina, è di 111 i  corpi restituiti dal mare:  4 bambini, 49 donne e 58 uomini. I superstiti della tragedia sono 155. Mancano all’appello 134 migranti, per cui è verosimile pensare che la tragedia  possa assumere proporzioni ancora più rilevanti. Nel frattempo le condizioni del mare, forza 4, hanno obbligato i sommozzatori dei vigili del fuoco a sospendere temporaneamente le operazioni di recupero dei corpi dal relitto, che si spera di riprendere nel primo pomeriggio.
Sulla  questione sbarchi clandestini la polemica, mai sopita, è più infuocata che mai. La Lega se la prende con Kyenge e Boldrini mentre la controparte con la legge Bossi Fini, ovvero con la legge 2002 che detta le disposizioni concernenti l’immigrazione, e ne chiede la cancellazione.

” Ma che cosa c’ entra la legge Bossi-Fini” con quanto accaduto a Lampedusa?”  chiede il ministro dell’ Interno Angelino Alfano intervenendo, in video
dall’ isola siciliana, a ‘ La Telefonata’ su Canale 5. ” Qui – continua il ministro – la situazione è drammatica e se mentre si raccolgono i morti si immagina di fare pretestuose polemiche per raccattare qualche voto non bene odorante…Se
si sente il cattivo odore pretestuoso della polemica politica durante la raccolta dei morti allora il nostro paese non ha la sensibilità che merita. Invito tutti – aggiunge – a sospendere in queste ore la polemica politica. Quando avremo
finito le operazioni di recupero allora affronteremo gli altri problemi”. Esaurito l’argomento polemiche, il vicepremier Alfano assicura che “faremo sentire forte la nostra voce in Europa per modificare il regolamento di Dublino, che è l’ accordo internazionale che carica, troppo, troppo, troppo sui Paesi di primo ingresso il peso dell’ immigrazione”.”Da parte dell’ Europa ci vorrebbe uno slancio di intelligenza e di visione – aggiunge – Bisogna smettere di parlare di emergenza. L’ Europa, come seppe avviare la ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale, oggi deve capire che non c’è più il tema dell’ emergenza, ma uno strutturale problema di globalizzazione che crea questi flussi migratori non un anno si e uno no, ma tutti gli anni quando il mare è buono. La visione non può più essere emergenziale”.

“Con Shengen – sottolinea Alfano – gli stati nazionali hanno cancellato con la gomma i confini disegnati a matita nei secoli precedenti. Adesso occorre una penna ben definita che segni il confine dell’ Europa. E proteggere quella frontiera se l’ Europa non vuole che nascano populismi e nazionalismi”.
Si deve tenere dal 1988 ad oggi lungo le frontiere europee sono morte 19.142 clandestini, di cui 2.353 solo nel 2011. Il dato è fornito da Fortress Europe, aggiornato a ieri, 3 ottobre, e si basa sulle notizie censite negli archivi della stampa internazionale degli ultimi 24 anni.

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