Nell’era digitale per una parte degli italiani la connessione ad internet è ancora un lusso. Dovrebbe essere un’esigenza e un diritto, se si considera la praticità dell’utilizzo della via telematica per trasmettere e ricercare in tempo reale dati, trasferire da una parte all’altra del mondo denaro, eccetera. Invece, secondo l’Osservatorio dell’Agcom sul mercato delle telecomunicazioni, relativo al secondo trimestre del 2013, l’8,8% degli italiani rischia il cosiddetto digital divide, ovvero il divario tra chi ha accesso ai servizi di rete e chi non li può utilizzare. Il 3,8% per mancanza di Adsl, il 3 % perché ha un accesso inferiore ai 2 mega e il 2% collegato “nominalmente” ma di fatto impossibilitato a raggiungere la velocità minima): questa quota scende al 4% grazie alla copertura wireless da rete mobile, cioè quella che permette di navigare su internet con telefonini e tablet.
Secondo i dati forniti dall’ultimo rapporto Onu l’Italia resta sempre ai bassi posti della classifica mondiale: 57° posto nel 2012 con una percentuale di persone che usavano Internet pari al 58%.