Lampedusa: un mare pieno di cadaveri

Una tragedia di proporzioni umanamente inaccettabili si è consumata all’alba di questo giovedì 3 ottobre a poche miglia da Lampedusa, in Sicilia, precisamente nella zona dell’isola dei Conigli. Un barcone caricato con 500 migranti, probabilmente somali ed eritrei,  è naufragato  causando la morte presumibilmente di due terzi degli occupanti: al momento, infatti, i superstiti sono solo 150 e 93 le vittime accertate.  Tra queste una donna incinta e quattro bambini. Marcherebbero quindi all’appello circa 250 persone. Sull’imbarcazione sarebbe scoppiato un incendio, forse per corto circuito, più probabilmente gli occupanti avrebbero acceso un falò per attirare l’attenzione ed avere soccorso.

La tragedia segue di appena pochi giorni quella che si è consumata di fronte alla spiaggia ragusana di Scicli, dopo 13 extracomunitari sono morti nel tentativo di raggiungere la terraferma dopo che il barcone su quale si trovavano si era arenato.

“È un orrore continuo”, ha dichiarato il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, che ha parlato anche di un mare pieno di cadaveri.
Il presidente del Consiglio Enrico Letta attraverso Twitter fa sapere di avere “fatto punto su immane tragedia Lampedusa con Alfano e vertici ministero che si recheranno subito sul luogo disastro per i primi interventi”. Fonti del Governo confermano che il vicepremier, che ha annullato la conferenza stampa dei ministri Pdl prevista per le 12, si recherà immediatamente sull’ isola per verificare di persona la situazione.
Soccorrere i naufraghi del mare, dice sgomento il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, elogiando al contempo in lavoro della Guardia Costiera incessante nei mesi estivi ,” ma bisogna anche fare tutto il possibile per fermare i trafficanti di morte che sfruttano la speranza dei poveri. E’ un dovere di cui dobbiamo farci carico, di cui deve farsi carico la comunità internazionale e l’Unione europea in particolare”.

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