Secondo quanto rileva l’istituto di statistica, è il settimo trimestre consecutivo in cui si registra un calo della produzione interna lorda. Un record in negativo: un’analoga situazione non si registrava dal primo trimestre 1990 .
La stima preliminare del Pil diffusa dall’Istat evidenzia un calo congiunturale dello 0,5 nel primo trimestre dell’anno, dopo il -0,9% fatto registrare nel trimestre precedente. La lettura odierna risulta inferiore alle attese di mercato con il consensus Bloomberg (ovvero la media delle previsioni prodotte dagli analisti finanziari relativamente ad una società o ad un titolo quotati in borsa, ndr) che era in calo dello 0,4%. A livello tendenziale il calo è del 2,3%. La variazione acquisita per il 2013 è pari a -1,5%.
La discesa congiunturale, si legge nella nota Istat, “è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nei comparti dell’industria e dei servizi e di un aumento nel settore dell’agricoltura”. Intanto, sulla base dei dati diffusi da Istat, Coldiretti (Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti) dirama un’analisi in cui si è rilevato che, per effetto del crollo del Pil nel primo trimestre, vi sarebbero oltre 450mila disoccupati in più. Salgono a quasi tre milioni le persone in cerca di lavoro a marzo 2013, delle quali quasi la metà sono donne.
“L’unico segnale positivo per l’economia – rileva la Coldiretti in una nota – viene dall’agricoltura, che conferma grandi potenzialità sul piano produttivo e occupazionale in un difficile momento di crisi”. Siamo infatti di fronte agli effetti drammatici della recessione che, nonostante i dati ancora positivi dell’export, è alimentata dai dati negativi sui consumi in Italia dove si registra un crollo storico della spesa delle famiglie italiane”.
F.B.