Slot Mob per fermare il gioco d’azzardo

Quando l’azzardo è di quelli giusti significa dare il via ad una campagna temeraria contro il ‘gioco d’azzardo’  incentivando gli esercizi commerciali che scelgono di mettere al bando le macchinette mangiasoldi. Quando la scommessa la giocano anche comuni cittadini significa dare inizio a mobilitazioni spontanee per il buon gioco contro nel nuove povertà e la dipendenza da quello cattivo.
Lo start-up a Biella
E’ partito da Biella, ieri, 27 settembre, con l”inaspettata risposta di 700 persone che si sono radunate davanti al Bar Freedom (nome omen: tradotto significa ‘libertà’. Nome voluto 26 anni fa dalla titolare, Giuliana Barazzotto,  presagio della scelta di ospitare d’ora in poi all’interno del locale solo il ‘buon gioco’, quello sano, che apre alle relazioni e non ruba nelle tasche di nessuno). Oggi  è stata Milano a riunire centinaia di cittadini in viale Jenner 49 per premiare, con una targa e consumando una colazione collettiva,  il Caffé Persefone, tra i primi della città a scegliere di non avere slot machine nei suoi locali. Una rinuncia, costosa per la cassa del locale, come ammette lo stesso titolare:  “Una perdita netta di 2000-2500 euro al mese” . “Ma è più importante non dare modo ai clienti di rovinarsi una vita col gioco d’azzardo”. Non solo cappuccino e cornetto, ma anche presentazione del progetto, da parte dei promotori, giochi “sani” come dama e freccette eseguiti con la partecipazione dei presenti,  letture di brani teatrali brani teatrali attinenti al tema e testimonianze di chi nel tranello di questo tipo di azzardo c’è caduto.
Nel pomeriggio, alle 16, raduno in piazza Martini della Libertà, a Teramo:  Tutti in corteo per raggiungere il Caffè Milli e premiarne i gestori.
L’idea dello ‘Slot Mob
E’ venuta a un gruppo di docenti di Economia nelle università romane che hanno fatto ricorso all’inventiva giovanile – associazioni e movimenti studenteschi – per combattere quella che è ormai riconosciuta e classificata come una vera e propria malattia da dipendenza, che sta diventando un’emergenza sociale e dietro il quale  si annidano spesso gli interessi della criminalità organizzata, attraverso la premiazione degli esercizi pubblici che hanno fatto la scelta di togliere dai locali quelle infernali macchinette mangiasoldi. Insomma, per una volta due generazioni, docenti e studenti, non si fronteggiano e confrontano ma camminano insieme sulla strada di principi e valori condivisi.
Un gruppo di oltre 70 enti in tutta Italia si è riunito per realizzare gli “slot mob” in diverse città italiane: oltre Biella, Milano e Teramo, da oggi fino ad aprile 2014 saranno toccate anche Cagliari, Palermo, Catania, Trento, Reggio Emilia, Cremona, Macerata e Roma  (il calendario delle iniziative è sul sito www.nexeconomia.org, mentre i locali che vi hanno aderito sono elencati su www.senzaslot.it), ed altre città sono pronte ad aggregarsi.
L’ economista Bruni ha dato un nome a tutto questo: «Imprudenza virtuosa», capace di spostare le montagne. Chi più imprudente di una persona che rinuncia a guadagnare denaro? E chi più virtuoso?
Tutti contro le Slot Machine
E, allora, tutti contro le slot machine: cominciamo a boicottare i locali che le ospitano, offrendo invece un “premio civile” a quelli che le hanno messe fuori, ovvero portando gente a farvi colazione. Contribuiremo anche noi ad evitare che molte persone  – a partire da giovani, disoccupati e anziani – finiscano sul lastrico e ai margini della società! Sempre in attesa che il governo vari finalmente una legge per il contrasto alla ludopatia, malattia che in Italia interessa oltre tre milioni di persone (su 19 milioni di scommettitori).

Alessandra Binazzi

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