Ultimatum a Cipro dalla Banca Centrale Europea

Scadrà lunedì il termine ultimo imposto dalla Bce a Cipro per decidere se aderire o meno alla proposta di salvataggio internazionale. Inutile negare che la proposta della Banca Centrale Europea ha il sapore dell’ultimatum.

Scadrà lunedì il termine ultimo imposto dalla Bce a Cipro per decidere se aderire o meno alla proposta di salvataggio internazionale. Inutile negare che la proposta della Banca Centrale Europea ha il sapore dell’ultimatum. Infatti, in caso di risposta negativa non verrà più garantita alle banche dell’isola la liquidità necessaria per far fronte all’attuale situazione di crisi. Quasi inevitabilmente questo porterà al collasso dei due  principali istituti di credito, la Popular Bank e la Bank of Cyprus.  L’Unione europea parla di “rischi sistemici” e sollecita le parti a lavorare a una soluzione. Ma l’unica proposta ancora valida resta quella del prelievo forzoso sui depositi bancari, tutelando i conti sotto i 100.000 euro. Nicosia ha però ribadito il suo secco no a questa drastica soluzione.
L’alternativa presentata dal Governo cipriota, discussa proprio oggi in Parlamento, è quella di creare un Fondo di Solidarietà che contribuirà al  salvataggio del settore finanziario. L’unico ottimista sembra essere Averof Neofitu, il leader del partito governativo cipriota Disy, che ha dichiarato  “Ci sarà una soluzione. L’obiettivo di tutti è evitare il fallimento di Cipro”.
Ma il futuro dell’isola appare dei più neri e la possibilità di tornare a una moneta nazionale sembra l’unica alternativa plausibile. Ma non è questo che spaventa i cittadini ciprioti. Martedì, quando a Cipro le banche riapriranno, ci sarà una corsa agli sportelli per ritirare i depositi. L’ Eurozona spaventata ha già chiesto delle misure straordinarie di contenimento dei capitali nelle banche per evitare la fuga dei depositi.

E mentre si discute sulle sorti di Cipro, tutte le borse europee hanno chiuso in forte ribasso.

Alessandra Angeletti

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