Crolla l’oro. Europa potrebbe usarlo per risanare debito

Come tutti i “beni rifugio”, anche l’oro ha conosciuto il suo decennio di follia ascendente. Poi come tutte le bolle che si rispettino, si è sgonfiata. La corsa al metallo giallo, che ha moltiplicato per 7 il suo valore in 10 anni sta arrivando, almeno per il momento, al capolinea.

Come tutti i “beni rifugio”, anche l’oro ha conosciuto il suo decennio di follia ascendente. Poi come tutte le bolle che si rispettino, si è sgonfiata.  La corsa al metallo giallo, che ha moltiplicato per 7 il suo valore in 10 anni sta arrivando, almeno per il momento, al capolinea.
A quanto pare, dopo qualche giorno di sedute disastrose, l’oro sembra aver perso non solo attrattiva, ma anche valore. Improvvisamente sembra  non luccicare più.
Tre giorni fa un’oncia costava oltre 1.600 dollari. Ieri ne bastavano 1.390 e dopo un lunedì nero, la peggior seduta dall’83, ha lasciato per strada altri 100 dollari del valore.
A rompere il giocattolo potrebbe essere stata la scelta del governo di Cipro, costretto a mettere all’asta una parte delle sue riserve auree per bloccare la discesa agli inferi delle banche nazionali, aumentando di fatto la disponibilità di oro nel mercato e di conseguenza, abbassandone il valore (più oro circola, meno quest’ultimo vale).
Il timore che la stessa ricetta possa essere applicata a Paesi più grandi in difficoltà, solo la Banca d’Italia ha in cassaforte 2.451 tonnellate d’oro per un valore 70 miliardi attestandosi a terza riserva aurea mondiale e di fatto rappresenta la nostra credibilità internazionale, ha messo in fibrillazione i mercati.
A farne le spese, sono stati i seguaci della teoria del rialzo a oltranza. Credendo sostanzialmente che l’oro potesse arrivare a quota 4.000 dollari l’oncia, gli investitori che hanno sposato questa teoria, tra venerdì 12 e lunedì 15, hanno perso cifre astronomiche per il settore:640 milioni di dollari.

E.S.

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