Il modello Sicilia finisce prima ancora di cominciare: il patto tra Pd e M5S al governo della Regione che doveva fare da traino ad un’alleanza nazionale, si è arenato dopo appena sei mesi.
A prendere l’iniziativa sono stati i deputati del M5S all’Assemblea siciliana che hanno denunciato l’inciucio Pd-Pdl anche in Regione, prendono ad esempio le vicende nazionali e come simbolo la foto di Crocetta che ride con Silvio Berlusconi durante l’elezione del Presidente della Repubblica, ma nello specifico a causare le frizioni sono stati due disegni di legge locali.
La prima, sulle doppie preferenze di genere, ovvero la possibilità per l’elettore di indicare due preferenze di due sessi diversi alle Amministrative, era stata promossa da Crocetta in nome delle pari opportunità ma osteggiata dai grillini e approvata con l’appoggio di parte del Pdl.
La rottura definitiva si è però consumata domenica, quando i grillini hanno denunciato l’operato della Commissione Finanze, accusata di aver cestinato tutti gli emendamenti proposti dai deputati del M5S in nome di un definitivo accordo con Udc e Pdl.
Le vicende siciliane sembrano ricalcare quelle romane, dove il Pd si è allontanato definitivamente dal M5S e sembra destinato a formare un governo con Pdl e Scelta Civica.
G.D.
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