M5S alla deriva

Come si dice a Roma, i 5 Stelle “se la cantano e se la sonano”. Da soli. Appare evidente ormai come l’inesperienza e l’improvviso carico di responsabilità, stiano giocando un brutto scherzo ai grillini ormai alla totale deriva.

Come si dice a Roma, i 5 Stelle “se la cantano e se la sonano”. Da soli. Appare evidente ormai come l’inesperienza e l’improvviso carico di responsabilità, stiano giocando un brutto scherzo ai grillini ormai alla totale deriva. Dopo le polemiche sulla diaria, le figure barbine su Rodotà e Gabanelli (prima osannati, poi insultati) e dopo le espulsioni in serie, ne sta per arrivare un’altra. Segno che ormai lo stesso movimento si sta rivoltando contro il suo leader carismatico e contro la violenza e l’esasperazione dei suoi toni. L’ultima in ordine di tempo ad aver lanciato l’allarme (e che chiaramente ora rischia l’espulsione) è la senatrice Adele Gambaro, la quale pochi giorni fa dichiarò :” Stiamo pagando i toni e la comunicazione di Beppe Grillo, i suoi post minacciosi soprattutto quelli contro le istituzioni. Ora rifletta”. Apriti cielo, l’ex comico non ha perso tempo, e prima di mettere alla porta l’ennesima ribelle covata in seno, si è permesso di fare la vittima: “se sono io il problema – ha scritto sul suo blog –  basta dirlo”. Ora, dato il fallimentare risultato nella recente tornata elettorale, e i risultati dei sondaggi che danno gli stellati in calo di due punti a settimana, rispetto al sorprendente risultato delle politiche di febbraio, è chiaro che qualcuno, se non Grillo stesso, debba rivedere le sue strategie. Il M5S, dopo aver cavalcato il dissenso ed essersi insediato in parlamento, non ha fatto altro che dare ragione a chi vedeva questa incredibile ascesa con sospetto. Nessuna iniziativa di rilievo in tre mesi, polemiche interne fine a se stesse e una gestione patronale, per non dire dittatoriale, del sistema da parte del duo Grillo/Casaleggio. E con questi dati, che ne certificherebbero la pressochè totale scomparsa se si dovesse tornare alle urne a breve, invece di avviare una profonda riflessione, i militanti grillini si sono schierati intorno al loro capo e hanno isolato “la voce fuori dal coro”. Con inevitabili ulteriori conseguenze.

La Gambaro dal canto suo ha affermato di esser pronta “alla dichiarazione scomposta” di Grillo ma che non ha alcuna intenzione di passare al gruppo misto (ormai sempre più affollato da ex grillini). “Io  sono ancora nel M5S e ci rimango finché non dovessero decidere di espellermi”, dice spiegando di pretendere scuse da Grillo. “Deve stare attento – sottolinea – non può fare così. Non è più un uomo qualunque, rappresenta milioni di italiani. Io non ho offeso nessuno e sono stata offesa, pretenderò da lui pubbliche scuse”.

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