Con il passare dei giorni si arroventano i confini della vicenda Monte dei Paschi di Siena. Domani, nel corso di un vertice tra il responsabile del Tesoro Grilli e il governatore della Banca d’Italia Fazio, governo e massima autorità creditizia faranno il punto della situazione su una vicenda che non mancherà di far sentire i suoi effetti sulla campagna elettorale.

Ormai è accertato che per favorire un sistema di elargizioni e mazzette per due miliardi di euro almeno si arrivò a nascondere a Bankitalia e all’allora governatore Mario Draghi la verità sia sul l’acquisto di Antonveneta dal Banco di Santander sia l’effettiva consistenza dei titoli spazzatura in possesso di Mps. Secondo i magistrati che indagano e che hanno già incriminato l’ultimo presidente di Mps Mussari per turbativa d’asta e falso in bilancio, i titoli praticamente inesigibili e non negoziabili ammonterebbero a sette miliardi circa. Un buco nero incredibile che potrebbe costringere governo e Bankitalia a nuovi interventi che però al momento sono impensabili vista la caratterizzazione politica dell’operato della Banca da sempre vicinissima al Pd di Bersani. Lo scandalo con la scoperta dei veri beneficiari di quei due miliardi di tangenti ed erogazioni targate politicamente da politici e amministratori PD c’è da scommettere dunque che continuerà ancora per molto. Ed in attesa di nuovi sviluppi leader partiti e coalizioni affilano le armi per attaccare o contrattaccare su quello che si sta profilando purtroppo come lo scandalo finanziario più grave del dopoguerra.