Con tre giorni di anticipo rispetto alla scorso anno, oggi 20 agosto possiamo dire che abbiamo esaurito la scorta di risorse rinnovabili. Per i prossimi quattro mesi il pianeta vivrà “a credito” , ovvero sfrutteremo il Pianeta consumando le risorse naturali oltre la loro capacità di riformarsi.
In otto mesi la popolazione mondiale ha già esaurito le risorse rinnovabili del pianeta per il 2013: i prossimi quattro mesi saranno dunque vissuti “a credito”, secondo lo studio annuale della ong Global Footprint Network.
Lo “Overshoot day”, ovvero il giorno in cui si esauriscono le risorse rinnovabili, cadeva a metà novembre negli anni Ottanta, in ottobre nel decennio successivo e a settembre nei primi Duemila. Se vogliamo invece ritornare a tempi più felici, nel 1961 l’ umanità usava solo 2/3 delle risorse ecologiche della Terra, ma dal 1970 l’ impronta si era già più che triplicata.
Lo “Overshoot day”, ovvero il giorno in cui si esauriscono le risorse rinnovabili, cadeva a metà novembre negli anni Ottanta, in ottobre nel decennio successivo e a settembre nei primi Duemila. Se vogliamo invece ritornare a tempi più felici, nel 1961 l’ umanità usava solo 2/3 delle risorse ecologiche della Terra, ma dal 1970 l’ impronta si era già più che triplicata.
L’ anno scorso l’Overshoot day era avvenuto il 23 agosto, segnale di un livello di vita sempre meno sostenibile in termini ecologici a causa anche dell’ aumento della popolazione. Per essere più precisi, per sostenere un consumo di risorse pari a quello di un cittadino statunitense medio occorrerebbero quattro pianeti; ma anche se si prendesse in considerazione un cinese ne servirebbero 1,2. Per quel che riguarda l’ Italia, è fra i maggiori “debitori”: per sostenere il nostro Paese ne servirebbero quattro (il record è del Giappone, che consuma oltre sette volte più risorse di quante è in grado di produrre in modo sostenibile).
Insomma, la media della Terra è di un consumo di ‘una Terra e mezza’. Una pretesa più che esagerata che non lascia scampo alle generazioni future. Non possiamo continuare ad essere debitori di risorse, dobbiamo invece prendere più a cuore quello che sarà il futuro dei nostri figli e nipoti rispondendo, come suggerisce il sindaco di Roma, con “rigenerazione, riciclo, differenziata”.