Tony Schwartz e la nuova filosofia del lavoro

Si fa sentire il profeta- guru del neo-management, Tony Swartz in una pagina del New York Times, che punta a rivoluzionare la frenesia dell’uomo in carriera.

Sveglia alle 7.30, un boccone al volo accompagnato da un velocissimo caffè, tanto bollente da ustionarsi la lingua, una doccia frettolosa per poi correre in ufficio. E la nostra maratona di certo non finisce qui. Ore 10.00 riunione con il “grande capo” , ore 12.30 consegna del progetto, ore 15.00 appuntamento con i project manager…  e così fino alla fine di una giornata di lavoro a dir poco interminabile. Ma  Stop. Questa volta il “fermo” a questo stakanovismo irreprensibile  arriva proprio  dalla Grande Mela. Si fa sentire il profeta- guru del neo-management, Tony Swartz in una pagina del New York Times, che punta a rivoluzionare la frenesia dell’uomo in carriera. Non reggono più i falsi miti delle ore piccole spese davanti ad un monitor assente e solitario, solo per farsi notare dal direttore, o, nella speranza vana di poter rendere di più rispetto ad una giornata fin troppo carica. Stressati di tutto il mondo unitevi: è arrivata finalmente l’Energy Project a farci tirare un sospiro di sollievo. A farci respirare.

energy project

La mission è liberare l’energia umana. l’Energy Project è una  società contesa, per le sue preziosissime consulenze, tra le più grandi multinazionali  come Apple, Coca-cola, Ford, Sony.  Sono queste le prime che si sono adeguate per la gioia incontenibile dei loro dipendenti, a concedersi  alcuni accorgimenti così semplici quanto strategici, per aumentare le loro (già uniche) prestazioni lavorative. Ecco Tony Swartz, presentarci come un fedele bugiardino,  le “pillole” magiche per resistere ed essere soddisfatti della propria professione. Prima di tutto il recupero del riposino pomeridiano la cosiddetta “siesta” o “pennichella”, a cavallo tra un “project work” e l’altro; è fondamentale, come un toccasana per aumentare il livello di concentrazione, della  memoria e non di meno recuperare il vigore, evitando così di addormentarsi su qualche pratica irrisolta.

E allora, cari lavoratori non c’è tempo da perdere! Tutti a comprare lettini estraibili, da nascondere dietro la scrivania, e da tirare fuori all’occorrenza; basterà presentare ai nostri direttori la “giustificazione” di una ricerca scientifica condotta alla University of California –Riverside, che dimostra come, spezzare la giornata lavorativa con una siesta dai 60-90 minuti, genera dei miglioramenti strabilianti nella memoria, tanto quanto otto ore di sonno continuo notturno.  Aggiungiamo poi la seconda “regola” imprenscindibile del “sano lavoro” : più vacanze per il dipendente fiacco ed i giochi sono fatti. Rinasce così anche chi ha le pile davvero esaurite.

A supportare questa tesi, ci ha pensato la società di revisione Ernst&Young  che proprio attraverso uno studio interno sui propri dipendenti ha scoperto come per ogni vacanza aggiuntiva, la produttività migliori dell’8 %.  Questa nuova filosofia del lavoro,  è stata riassunta in una serie di veri e propri Comandamenti per Imprese di Successo postati sul blog della Harvard Business Review. Le proposte alternative per il lavoro felice, in tempi oggettivi di “vacche magre”, è così descritto: “progettate uffici comodi, confortevoli, allegri, rilassanti. Fornite cibo sano”-e ancora- “prevedete dei luoghi per il riposo diurno ed  una palestra in azienda”. Ma non è finita qui e, udite udite cari “superiori” dei piani alti, “impegnatevi a pagare stipendi equi e dignitosi a ogni vostro dipendente”.  Più che stare a lavoro, sembra di stare nel paese dei balocchi. E se non credete a ciò che stiamo dicendo fate una verifica, magari fuori porta, andando a visitare il mondo di Google, il colosso del Web nella Silicon Valley.  Si tratta di un viaggio lungo che forse vi costerà qualche giorno di ferie, ma credeteci ne vale la pena. A farvi vivere nel sogno del lavoro ideale ci penserà il nostro  neo protettore Tony Swartz. Al quale auguriamo: “Santo subito”.

F.C.

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