La minaccia nucleare coreana arriva a poche ore dal voto sulle misure previste dall’Onu contro l’ultimo test balistico effettuato dal regime coreano.
A pochissime ore dal voto sulle sanzioni volute da Stati Uniti e Cina, la Corea del Nord ha minacciato attacchi nucleari preventivi contro gli Usa.
“Il Paese eserciterà il proprio diritto di compiere attacchi nucleari preventivi sui quartieri generali dell’aggressore”, l’ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri di Pyongyang, sottolinenando che la Corea del Nord metterà in atto, se necessario, quest’iniziativa, perché il governo americano starebbe spingendo per dare il via a una guerra nucleare contro il regime comunista.
Non si tratta della prima volta in cui il paese coreano minaccia questi tipi di attacchi contro l’America o contro altri Stati. Ma in particolare, negli ultimi mesi i rapporti fra Stati Uniti e Corea del Nord sono notevolmente peggiorati. Lo scorso 12 febbraio, infatti, il regime coreano ha compiuto un terzo test nucleare. La potenza dell’ordigno ( 6-7 chilotoni) ha provocato un sisma di magnitudo 4,9 della scala Richter. Questo ha scatenato le proteste di Obama e di tutto il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite: “Un atto altamente provocatorio che mina la stabilità e viola gli
obblighi di Pyongyang nei confronti di molte delle risoluzioni dell’Onu”, ha dichiarato Obama, chiedendo un immediato intervento della nazioni unite diretto ai trasgressori. E lo stesso segretario dell’Onu, Ban Ki-moon, ha criticato la Corea per “una chiara e grave violazione delle risoluzioni adottate dal Consiglio di sicurezza”.
La misura delle Nazioni Unite prevede che tutti i Paesi blocchino le transazioni finanziarie che potrebbero aiutare lo sviluppo del programma balistico della Corea del Nord. Si adottano inoltre, restrizioni di viaggi e il divieto di esportare diversi beni di lusso nel Paese coreano. In conclusione, il documento giudica “nei termini più forti”, il terzo, nonché l’ultimo test nucleare condotto da Pyongyang, ma si sottolinea l’impegno a cercare una “soluzione pacifica, diplomatica e politica”.
I.V.